Home Recensioni Arkana Code: “Brutal Conflict” – Recensione

Arkana Code: “Brutal Conflict” – Recensione

SHARE
arkana code brutal conflict artwork

Nel corso degli anni si è detto molto, se non tutto, in ambito Death Metal e di questo genere sono state proposte diverse declinazioni, tra le quali quella tecnica e brutale. È proprio in questo ambito che si colloca “Brutal Conflict”, seconda fatica discografica degli Arkana Code, i quali riescono a sfornare una release interessante e di alto livello, pur rimanendo entro confini ben definiti.

Tra le pieghe del loro sound troviamo Cannibal Corpse, Death, Carcass, Obituary e tanto altro ancora, ma ad emergere è soprattutto la componente più squisitamente tecnica. È proprio questa che riesce a tenere l’ascoltatore incollato alle casse per carpire tutte le sfumature degli Arkana Code. Non mancano passaggi melodici, ma vanno intesi come parentesi sinistre ed oscure, ben lungi dall’essere smielate ed impalpabili. Le linee vocali di Francesco Torresi sembrano provenire direttamente dagli inferi, grazie ad un growl corposo, catarroso, che ricorda non poco il vocalist dei Carcass Jeff Walker.

Molto articolato il lavoro delle chitarre, i Nostri infatti rifuggono da soluzioni semplici e lineari, prediligendo invece un riffing intricato con frequenti cambi di tempo. Da sottolineare anche le parti soliste, mai invasive, che vengono utilizzate per impreziosire le tracce, non per appesantirle o per allungare il brodo. In questo contesto bisogna porre particolare attenzione al drumming di David Folchitto, il quale non si limita ad assecondare i due axemen, ma sottolinea incessantemente tutti i cambi, li rende più ammiccanti con drum fills veloci e sinuosi. Ciò rende ogni brano assimilabile ad un percorso accidentato, con salite repentine e discese mozzafiato.

Il Death Metal tecnico è proprio questo e gli Arkana Code ne rappresentano un buon esempio.