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JTR Sickert: “Le band italiane che hanno successo all’estero sono sinonimo di qualità”

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Amano fondere la musica Metal con contaminazioni elettroniche Dark, credono fermamente nel made in Italy e sono sostenitori dell’underground, parliamo dei JTR Sickert. Nei giorni scorsi sono saliti sul palco del Midian di Cremona in compagnia dei Theatres Des Vampires e tra poco inizieranno una serie di date sia in Italia che all’estero, in particolare nell’Est Europa. Qui, secondo quando affermato dal frontman Billy T. nel corso dell’intervista, il genere musicale dei JTR Sickert è molto apprezzato.

Ciao ragazzi, benvenuti su Metal In Italy! Iniziamo con le presentazioni: il nome Jtr Sickert ha un riferimento ben preciso, potreste spiegarlo ai nostri lettori? Come nasce la band e quali le tappe fondamentali della vostra carriera?

Ciao Stefano! Il nome JTR Sickert rappresenta due identità solo apparentemente differenti. Infatti “JTR” è l’ acronimo di Jack The Ripper e “Sickert” è il cognome di Walter Richard Sickert, pittore impressionista nella Londra vittoriana, all’ epoca degli omicidi di Whitechapel. A parere della nota scrittrice Patricia Cornwell era lui lo squartatore, teoria che lei prova a dimostrare, per il tramite dell’ analisi dei quadri del pittore, tra cui “ The Camden Town Murder” ed esami grafologici e genetici, nel romanzo “Portrait Of A Killer” (titolo che ovviamente è diventato anche di una nostra canzone). L’ ambiziosa indagine della scrittrice mi ha affascinato, come l’ idea dell’ artista omicida, ovvero della musica e dell’ arte in generale che “uccide” per purificare l’ artista. Il nostro primo album “You Deserve Panic” è una sorta di concept album, focalizzato sull’ identità che potrebbe avere oggi Jack The Ripper, inteso non solo come serial killer, ma come “simbolo” del male che si diffonde e replica per il tramite della diffusione mediatica. Infatti l’ opinione pubblica rimase sconvolta, oltre per la natura brutale degli omicidi, anche perché fu una delle prime volte che la stampa si accostò morbosamente al fenomeno dei serial killer…”He gave birth to the 20th century”. Le tappe fondamentali sono state certamente i concerti con i Node, Sadist (italian Legion attack), Das Ich, Combichrist e soprattutto il tour con i Theatres Des Vampires in giro per l’ Europa.

Il vostro genere presenta una forte componente elettronica, una soluzione adottata da tante band in tutto il mondo, ma perché avete fatto questa scelta? Da quale esigenza nasce questa contaminazione?

Più che da un’ esigenza nasce dall’ idea di mischiare le nostre esperienze musicali. Rez è musicista Metal ed anche un compositore di musica elettronica, io ho un’ anima più Dark, Pora suonava in una band Thrash, Klaus è un bassista Rock, Zap è un compositore Black Metal ed Ambient, Emy studia canto lirico…e tutti insieme siamo i JTR Sickert.

Nel corso degli anni vi siete esibiti su palchi nazionali ed internazionali, secondo il vostro punto di vista gli ascoltatori sono ricettivi nei confronti della vostra proposta musicale?

Ovunque siamo andati abbiamo trovato un pubblico attento ed entusiasta. Soprattutto nell’ Est Europa il nostro genere ha ancora una forte presa. L’Italia da un po’ di tempo credo sia in difficoltà perché è sempre più difficile organizzare live, considerato che sempre meno persone vanno a vedere i concerti. Questo è un peccato perché molte band italiane che valicano i nostri confini hanno un buon successo, ciò indica come il metal italiano sia di assoluta qualità. Spero in un ritorno di fiamma per i live, a cui io vado ogni volta che posso, perché essenzialmente sono curioso di vedere cosa gira nell’ underground musicale, spesso mi stupisco, in positivo.

Il vostro ultimo album “Etoile” è fuori da oltre un anno, siete soddisfatti per il risultato raggiunto? O magari a distanza di tanto tempo cambiereste qualcosa?

“Etoile” è stato un disco profondamente emotivo. Le tematiche sono estremamente intime e personali, tutte girano intorno al concetto di ossessione, dipendenza ed alla sensazione di soffocare ( un po’ anche come la intende in chiave egocentrica Chuck Palahniuk proprio nel romanzo “Soffocare”). A volte ascoltarlo mi dà fastidio, perché rivivo quella fastidiosa sensazione che da anni cerchiamo di vincere. Non cambierei nulla perché è la fotografia di quel – cupo – periodo.

Cosa deve aspettarsi un fan che viene ad ascoltarvi dal vivo? Qual è l’atmosfera che si respira durante i vostri live?

Se sui dischi sembriamo molto marziali, dal vivo abbiamo un attitudine del tutto Rock, direi quasi Punk. Per me la musica è lì, sul palco.

Rimanendo in tema, nei prossimi giorni ci saranno una serie di appuntamenti da segnare in agenda, quando e dove vi esibirete?

Il 5 maggio abbiamo suonato al Midian Club di cremona di spalla ai Theatres Des Vampires (un concerto in famiglia per noi), poi suoneremo con gli Snovonne, band che stimiamo e con cui abbiamo legato, al Randall Klub il 17 maggio, il 18 saremo al Baza Klub di Ajdovscina in Slovenia ed il 19 chiuderemo questo mini tour alla comunità giovanile di Busto Arsizio. Concedimi di spendere due parole sulla comunità giovanile: è un live club eccezionale gestito da ragazzi che si sbattono per far girare la musica originale. Frequentatelo!

Visto che l’ultima release risale a gennaio 2016, nel frattempo vi state dedicando a qualche nuova composizione? Cosa dobbiamo aspettarci dai Jtr Sickert?

Sì, abbiamo appena iniziato a buttare giù qualche nuova idea, vogliamo tornare alle atmosfere cupe e pesanti del primo disco, ma con un approccio molto diretto. Abbiamo di nuovo necessità di esorcizzare, e quindi uccidere, le nostre ossessioni e le nostre dipendenze, solo componendo qualcosa che le materializzi possiamo – almeno per un po’ di tempo – riuscirci.

Bene ragazzi, vi ringrazio per il tempo che mi avete concesso, lascio a voi l’ultima parola per salutare i nostri lettori. A presto!

Vi ringrazio di cuore, soprattutto perché date la possibilità a band che hanno qualcosa da dire e da proporre di avere un voce. #followtheripper