Home Interviste Regardless Of Me: “Raccontiamo la parte malsana dell’esperienza umana”

Regardless Of Me: “Raccontiamo la parte malsana dell’esperienza umana”

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I Regardless Of Me sono alle prese con il loro terzo album dal titolo “The Covenant” ed attualmente sono in studio per le registrazioni. Abbiamo colto l’occasione per approfondire la conoscenza della band e scoprire qualcosa sulla prossima release.

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Metal In Italy. I Regardless Of Me iniziano a muovere i primi passi nel maggio del 2007, avete quindi da poco raggiunto il traguardo della prima decade. Quali sono le tappe fondamentali della vostra carriera?

Ciao a voi e grazie per l’intervista. Si, diciamo che in questi anni ci siamo tolti parecchie soddisfazioni: nel 2008 abbiamo firmato un contratto con la Locomotive records, nel 2009 ci sono stati due bellissimi release party , uno all’Alcatraz ed uno a Madrid. Nel 2010 siamo stati al Bloodstock Open Air con i Fear Factory, nel 2011 abbiamo partecipato al Female Voices Fest a Birmingham e stipulato un nuovo contratto con Unexploded Records. Nel 2012 siamo stati al Best Fest insieme ai Meshuggah e nel 2013 il nostro tour europeo. Nel 2016 abbiamo firmato un nuovo contratto con Sleaszy Rider Records e ora siamo qui a registrare la nostra ultima fatica “The Covenant”.

Sbirciando tra le vostre influenze ci sono nomi che vanno dai Portishead ai Massive Attack, passando per Katatonia e Meshuggah. Definite il vostro genere “Trip Hop Dark Progressive Metal”, ma come siete giunti alla definizione “musicale” della proposta musicale?

“Trip Hop Dark Progressive Metal” rappresenta bene quello che siamo. Le fondamenta dei Regardless of Me attingono a piene mani dal Trip Hop dei Massive Attack, riempiendo queste basi di cattiveria, distorsione e colate di fango. La componente prog, invece, deriva dalle varie influenze esterne al Metal e più ricercate.

Si tratta comunque di un sound particolare, elaborato, curato, che alterna diversi stati d’animo. Ritenete che chi ha ascoltato la vostra musica abbia compreso fino in fondo ciò che volevate trasmettere?

La nostra musica ha proprio lo scopo di aprirti le viscere e farti vedere quello che sei dentro, il focus dei nostri pezzi è l’esperienza umana nella sua parte più malsana. Per questo speriamo che il messaggio arrivi a chi vuole (o non vuole) percepirlo.

Nel corso del 2017 è prevista l’uscita del nuovo album, cosa dobbiamo aspettarci da questa release? Quali le differenze ed i punti in comune con la precedente?

Il terzo album è la maturazione di anni di sala prove, concerti e sperimentazioni. Avrà dei colori ancora più scuri rispetto ai primi due. La componente metal, ovviamente presente, darà spazio anche a dinamiche più atmosferiche. Abbiamo sperimentato molto, la strumentazione usata ne è una prova.

Ho visto che per chitarra e basso utilizzate strumenti particolari: undici corde nel primo caso, sei corde e quattro fretless nel secondo. Come mai questa scelta? Cosa comporta a livello compositivo?

La chitarra a 11 corde deriva dall’influenza metal dei Meshuggah, anche se è usata in modo sensibilmente diverso. Permette di dare dinamiche particolarmente pesanti, cattive e gravi, ma anche dinamiche oniriche e Trip Hop. Il basso Fretless, oltre al basso a 7 corde, invece ha lo scopo di dare sonorità etniche, tribali, astratte, si muove attorno ai colpi pesanti della 11 corde.

Quanto è importante, in questo senso, la formazione musicale? Oltre alla sperimentazione all’interno della band, nel privato come migliorate la conoscenza dello strumento?

La conoscenza dello strumento è fondamentale, tralasciando l’ovvietà sul migliorare la tecnica per avere un suono migliore, abbattere i propri limiti con l’esercizio credo sia la base di ogni cosa; non per una mera soddisfazione virtuosistica, ma per un obbiettivo artistico, per aumentare le opzioni di arrangiamento dei pezzi. In principio ci devono essere le buone idee, subito dopo la capacità di poterle attuare al meglio.

Rimanendo in tema compositivo, come può un musicista liberarsi dall’influenza dagli schemi, anche involontari se vogliamo, che derivano da ciò che si ascolta quotidianamente?

Bene o male il cervello tende a voler rimanere in una routine in qualsiasi ambito, anche in quello musicale, per questo si creano schematizzazioni per velocizzare i procedimenti, spesso a discapito della componente artistica. Personalmente credo che lo spaziare in modo dinamico il genere musicale di riferimento sia di aiuto allo sradicare possibili schemi inconsci nella composizione.

Qual è secondo voi lo stato musica in Italia? Ovviamente mi riferisco all’universo Metal in tutte le sue sfumature…ci sono delle band che ritenete valide?

Il Metal negli ultimi anni sta avendo delle fortissime influenze “modaiole”, nascono tantissime band che suonano il genere del momento per poi cambiare per il genere di moda l’anno dopo, quasi come se fossero hit estive. Questo fenomeno è dovuto all’avanzamento tecnologico, oramai bene o male chiunque può autoprodursi con poche risorse, si fa tutto tramite internet, gli studi di registrazione sono stati sostituiti da schede audio economiche. Questo ha portato una massa di persone a iniziare progetti musicali non realmente ispirati e molto spesso i loro prodotti si assomigliano tutti.

Digitale, CD, vinile: quali di queste tre formule preferite? Per quanto riguarda il vinile, secondo voi perché si è tornati ad apprezzarlo così tanto rispetto a qualche anno fa, quando era praticamente caduto in disuso?

Il mondo marcia verso il digitale, i motivi sono prettamente funzionali, il CD si rovina, si perde, si rompe. Il digitale è tendenzialmente infinito, puoi comprarlo in ogni momento e può essere sempre con te. D’altro canto è difficile rinunciare all’idea di possedere fisicamente qualcosa, non mi piacerebbe avere solo il formato digitale dei brani dei musicisti che seguo. Per il ritorno in auge del vinile, non credo che la maggior parte delle persone sia un’esperta di suono, quindi immagino sia una motivazione che oscilla tra la moda e la bellezza estetica.

Quali sono i vostri progetti per il futuro? Ci sono degli obiettivi che vi siete posti?

Nei prossimi mesi non ci si annoierà perché uscirà il album album “The Covenant” presentato insieme al videoclip di un singolo. Dopodiché ci sarà il tour in Italia, che stiamo già organizzando, poi cercheremo di organizzare anche un tour estero. Il principale obbiettivo e poter stare il più tempo possibile su un palco a fare un po’ di rumore.

Bene ragazzi, vi ringrazio per il tempo che mi avete concesso, lascio a voi l’ultima parola.

Per chiudere ci teniamo a ringraziare tutto lo staff di Metal in italy per la splendida intervista, speriamo di poter collaborare ancora insieme. In questi giorni stiamo ultimando le registrazioni del nostro nuovo lavoro e siamo entusiasti all’idea di farlo ascoltare a coloro che ci seguono (che tra l’altro sono sempre di più). Per salutarvi, quindi, vi invito a sintonizzarvi sulle nostre pagine social per rimanere aggiornati sulle novità che ci saranno da qui ai prossimi mesi.
Risposte fornite da Simon Bullet Beauty Whites (drums)