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Rock in Roma: la parabola discendente di un Fest poco “rock”

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Pochi biglietti venduti in pre-vendita?
E’ un’ipotesi.
Attacco fulminante di dissenteria per Winston McCall?
E’ un’ipotesi improbabile atteso che i Parkway Drive hanno continuato a pubblicare foto dai Festival europei ai quali stanno partecipando, dando appuntamento ai prossimi live. A tutti tranne a quello di Roma.

– Rock In Roma: annullato il concerto dei Parkway Drive

Come riportato anche nell’articolo della notizia dell’annullamento, il promotore, in questo caso Barley Arts, ha diffuso uno sbrigativo messaggio da parte della band:
“A causa di circostanze impreviste indipendenti dalla nostra volontà, siamo costretti a cancellare la nostra apparizione al Rock in Roma”.
Sulla pagina Facebook dei Parkway Drive invece, non c’è alcun post dedicato.
Le “circostanze impreviste” non hanno però placato gli animi dei fan che il biglietto in prevendita lo avevano comprato. Ma non solo.
In molti si erano già organizzati con i treni, e magari anche con i pernottamenti nella Capitale. Soldi, quelli, che, nella maggior parte dei casi, non saranno rimborsati.

Non essendo arrivata alcuna chiarificazione ufficiale da parte dell’organizzazione del Rock In Roma (interpellata anche da questa redazione) possiamo solo procedere per ipotesi e cioè che non sono stati venduti biglietti a sufficienza per contenere i costi dell’evento. Ma è davvero così?
Certo è che il concerto cancellato della band australiana è l’ennesima tegola che si abbatte sulle teste dell’organizzazione che, negli anni, ha oggettivamente perso quell’appeal che era riuscita a creare nelle primissime edizioni.
Poi sono subentrate le logiche di mercato ed il Fest ha iniziato a prendere una piega non proprio “rock” ed affini, creando un po’ di confusione tra chi aveva sperato che anche la Capitale potesse dotarsi un Festival “potente” come quelli che vediamo all’estero.

Nel 2018 le prime bordate di critiche sono arrivate all’indomani dell’annuncio nel bill di artisti come Sfera Ebbasta, Post Malone, Dark Polo Gang e prima ancora con le partecipazioni di Fedex e J-Ax (nel 2017 e nel 2015): personaggi che, l’Ippodromo te lo riempiono, ma che stonano un po’ se accostati alla bandiera “Rock” in Roma. E’ pur vero che in Italia anche un Ligabue o un Vasco Rossi vengono definiti “Rock” (a parte la “svolta metal” del Blasco” annunciata – e non ancora pervenuta – di qualche anno fa). Quindi è probabile che ci sia anche un problema di identità.
Fatto sta che se da un lato bisogna sicuramente apprezzare il fatto di essere andati alla ricerca di Parkway Drive (che avrebbero portato anche Emmure e Thy Art Is Murder), Megadeth (ancora), The Killers (ancora), dall’altro bisogna prendere atto di uno sfilacciamento del fest che ha dovuto provvedere oggi all’annullamento di uno show e ieri al dislocamento di altri (Hollywood Vampires all’ Auditorium Parco della musica, Alter Bridge all’Orion nel 2017).
Ed a proposito di Megadeth, come non ricordare l’estate del 2014 quando avrebbero dovuto esibirsi al Rock In Roma (ed anche a Milano) ma a pochi giorni dal tour diedero buca al buon Rob Zombie. Il buon Rob Zombie era invece pronto ad esibirsi, ma quel giorno (26/06) venne giù tanta di quell’acqua che Capannelle divenne un Wacken di Serie B…. E Serie B è rimasto, perché i fan (che nel frattempo si erano beccati tutta l’acqua del mondo) appresero ai cancelli che il concerto era stato annullato e il buon Rob Zombie fu costretto a piegarsi alla volontà delle decisioni del promoter italiano, come da lui affermato su Twitter: