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Schema Zeta: “Viola” – Recensione

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Schema Zeta Viola

I siciliani Schema Zeta giungono al debutto sulla lunga distanza con “Viola”, sebbene la band sia attiva sin dal 2007, proponendoci con questa release un concentrato energico di Heavy Metal di stampo moderno, carico di groove e passione.

Sin dalle prime battute di “Brucia Le Memorie” ci si rende conto di trovarsi dinanzi ad un gruppo ben rodato, in grado di dar vita a brani dal grande impatto che rimangono ben impressi nella mente. La componente introspettiva è molto evidente, soprattutto grazie all’uso del cantato rigorosamente in italiano, che ci permette di assaporare le liriche composte da Marco Aquila.

La scelta dei testi in lingua madre è sicuramente coraggiosa, richiede molto impegno in fase di scrittura, ma i Nostri riescono molto bene a creare un perfetto connubio tra parole e musica, merito anche degli ottimi riff composti dal già citato Zed e da Ashes. Il valore dei quattro ragazzi è attestato anche dalla presenza nella title track “Viola” di Fabio Lione, il quale presta la sua ugola per una delle tracce meglio riuscite del platter. Non solo brani tirati, mordaci, ma anche episodi che si adagiano su ritmi più pacati, come ad esempio “Catene”, traccia sofferta e malinconica, ed “È Tornato A Bruciare” il cui incipit è affidato ad un arpeggio di chitarre pulite.

Non mancano episodi dal sapore Thrash, “Tra Il Silenzio e L’umanità” rientra in questo genere almeno nelle battute iniziali, così come “Medea” ed “In Questa Sabbia”, sebbene il mood generale sia vicino ad un più moderno Metalcore. Gli undici brani che costituiscono la tracklist di “Viola” sono tutti di buona fattura, non solo perché alle spalle vi è un ottimo lavoro in fase di composizione, ma complice è anche un’ottima produzione che predilige suoni secchi, soprattutto per la batteria di Hrothgar che può sembrare “asettica”. Dall’ascolto emerge il background artistico della band, i cui esordi affondano le proprie radici nelle cover di Pantera, Metallica, Slayer, Slipknot, Killswitch Engage, con questi ultimi a farla da padrone in quanto a richiami stilistici.

L’incisività dei riff di chitarra sono il punto di forza di questa release, al pari delle aperture melodiche e quelle soliste, ciò che meriterebbe maggior attenzione sono le soluzioni vocali di Zed, il cui stile è sì personale, ma andrebbe reso più dinamico per differenziare ancora di più ogni singola traccia.

“Viola” è un album che vi colpirà sia per la grande quantità di groove messa in campo dalla band, che per le melodie ben congegnate, gli Schema Zeta sanno il fatto loro, sono certo che in futuro riusciranno a migliorare un sound già vincente.