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See You Leather: “Back To Aleph” – Recensione

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See You Leather Back To Aleph cover

I See You Leather con “Back To Aleph” ci presentano quattro brani dalle molteplici sfaccettature, riconducibili a generi quali Death, Black, Heavy e Thrash.

Pur essendo un’autoproduzione si tratta di un prodotto di buona fattura, che presenta buoni spunti compositivi e denota una grande cura dei particolari. Alcune soluzioni non sono proprio freschissime, a volte si avverte quella sensazione del “già sentito”, ma si tratta comunque di peccati veniali che i Nostri riusciranno sicuramente a migliorare.

Come già detto, nel corso della track list si alternano momenti differenti, con alcuni passaggi meglio riusciti di altri, in particolar modo la band risulta incisiva quando si tratta di pestare sull’acceleratore, come nel caso di “Imaginary Wrong”, in cui l’alternanza tra riff monolitici, con largo uso di palm muting, ed accelerazioni brucianti crea la giusta dinamicità.

L’opener “Samekh” ha invece un sapore maggiormente Heavy, per lo meno nelle prime battute, per poi esplodere in una sorta di Black Metal ossessivo, con melodie sinistre davvero coinvolgenti. Allo stesso modo anche i passaggi atmosferici, creati da arpeggi distorti ed un interessante fraseggio di basso, contribuiscono a rendere la traccia di sicuro effetto.

Non mancano composizioni orientate verso il Thrash, come testimonia la seguente “I Am The Beast”: in questo caso i See You Leather non convincono del tutto, perché sembrano maggiormente a loro agio nelle battute più pestate. Conclude l’Ep “Il Canto Di Ossian”, brano cantato in italiano come la traccia d’apertura. C’è tanta sofferenza nell’atmosfera disegnata dalle progressioni di accordi, così come la voce cavernosa unita ad un drumming cadenzato fanno sì che sia abbia la sensazione di trovarsi tra le fiamme degli inferi.

“Back To Aleph” non è un lavoro che farà gridare al miracolo, ma è comunque soddisfacente e lascia ben sperare per il futuro, perché i See You Leather dimostrano di essere versatili e con buone frecce al loro arco. Il consiglio è quello di focalizzarsi su un sound ben definito, cercando di trovare la giusta dimensione, possibilmente con riferimenti Death/Black che rappresentano gli spunti migliori di questa produzione discografica.