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039: ”Amalgama” – Recensione

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039 Amalgama Artwork

Come suggerisce il titolo stesso “Amalgama”, quest’album degli 039 rappresenta una sorta di commistione tra generi che spaziano dal Rock al Progressive, passando per frangenti Metal di stampo moderno. Di carne a cuocere i Nostri ne mettono molta, le tracce sembrano ispirate e con idee abbastanza valide, sebbene in alcuni casi sarebbe meglio diminuire il minutaggio per guadagnare in immediatezza.

Dall’intro elettronica “The Dark Passenger”, si passa alla prima traccia vera e propria “Dexter”, la quale irrompe con un riff accattivante e roccioso, in cui la chitarra di Ruggero Ascione viene sostenuta dalle tastiere di Marco Zanibelli. Il combo di Monza non disdegna però momenti più distensivi, nei quali a giocare un ruolo primario sono sicuramente il basso di Daniele Carozzi e la batteria Emanuele Rossi. Buone anche le linee melodiche del singer Bruno D’Aleo, il quale ben si destreggia tra parti aggressive e ruvide che si alternano a passaggi quasi recitati.

Su questa falsariga si sviluppa anche la seguente “What’s Left”, sebbene in questo caso la componente progressiva ed atmosferica prevalga sulle altre. Discorso diverso per “Out Of Time (Part I)”, a mio avviso uno dei brani migliori, perché carico di melodie che trascinano l’ascoltatore in un vortice di emozioni profonde, anche se le soluzioni adottate in questo caso, soprattutto per la chitarra nella parte solista, prendono decisamente a prestito passaggi cari ai Pink Floyd. Anche in “Away From The Sun” sono le melodie a dipingere i contorni del brano, qui il tema principale è quello del dualismo tra voce maschile e voce femminile, peccato per i quasi cinque minuti di durata che dilatano fin troppo i tempi. Con “Mother” si torna a pestare nuovamente sull’acceleratore, ma già con la successiva “Blood” si viaggia sulle ali della fantasia, cullati tra nuvole di melodie create da tastiere, chitarre a tratti anche acustiche, assoli e liriche delicate. “Coma” è invece una parentesi strumentale, anche qui a penalizzare la perfetta riuscita del brano è la sua lunghezza, soprattutto nella parte iniziale.

Interessante l’ambientazione progressiva e melodica della titletrack “Amalgama”, che fonde parti che mi hanno richiamato alla mente i Placebo, con parentesi più accorate ed epiche, condite con la consueta parte strumentale con assolo di chitarra di pregevole fattura. Chiudono il lotto di brani le due strumentali “Flowing Away” e “Disclosure”, con quest’ultima che ci regala una struggente melodia davvero ben riuscita.

“Amalgama” è un album ben fatto, gli 039 sono ragazzi che ci sanno fare e lo dimostrano chiaramente, andrebbe aggiustato un po’ il tiro, per risultare meno prolissi e più concreti, sicuramente la loro musica ne guadagnerà in immediatezza e fruibilità anche da parte di chi non è assiduo ascoltatore di sonorità Rock – Progressive.