Home Recensioni 3RD: “Vendetta”

3RD: “Vendetta”

SHARE
3rd vendetta

La “Vendetta” è un piatto da servire freddo, è così che i salernitani 3RD hanno atteso ben sette anni prima di tornare a calcare le scene estreme del bel Paese, ma ne è valsa decisamente la pena.

Iniziamo subito col dire che tre brani, più una bonus track strumentale dal titolo D-Day, realizzata al piano dal chitarrista Vincenzo Castaldo, sono decisamente pochi, dopo averli ascoltati ti lasciano con l’amaro in bocca, non perché non siano di pregevole fattura, ma, proprio grazie al giusto appeal di cui gode ognuna delle tracce, che al termine si ha voglia di ascoltarne ancora.

I Nostri hanno subito nel corso della loro storia, che ebbe inizio sul finire degli anni novanta, una evoluzione stilistica che li ha portati ad essere quello che sono oggi, ma mantenendo comunque intatta l’aggressività che da sempre li caratterizza, la voglia di sperimentare e non fermarsi a ciò che ci si aspetta da loro.

Interessante notare come sia azzeccato l’impiego di chitarre ad otto corde: sembra essere questa la moda del momento, ma spesso si corre il rischio di imbattersi in composizioni che hanno ben poco di innovativo ed un songwriting che utilizza soluzioni trite e ritrite. Non è questo il caso, dal momento che Dario Cuccurullo ed il già citato Vincenzo Castaldo riescono ad impiegare al meglio questo strumento: non c’è da aspettarsi parti soliste funamboliche, ma una valanga di riff tritaossa che spaziano dal Thrash al Death, passando per un più moderno Metalcore a tinte Djent, termine impossibile da tener fuori quando si parla di otto corde.

“The Empire Of The White Robes” ha il compito di rompere il ghiaccio: la partenza è bruciante ed i ritmi appaiono subito indiavolati, il riffing serrato delle chitarre viene supportato perfettamente dalla sezione ritmica, Mario Iuliano alla batteria è una macchina inarrestabile, Marco Cinghio Mastrobuono al basso non ha di certo bisogno di presentazioni o elogi. Il groove delle parti più tirate viene comunque spezzato da un’apertura melodica molto intrigante, che rimane ben impressa nella mente, così come i breakdown sono da manuale.

Con “Rise Above” la componente Djent, che si materializza nella timbrica delle otto corde, emerge prepotentemente: il riff portante è quadrato, spigoloso e martellante, non lontano dai maestri Meshuggah; interessante l’evoluzione del brano che riesce a dare spazio anche a frangenti più riflessivi, qui la voce di Cristiano de Divitiis è particolarmente efficace ed imperiosa.

A chiudere il lotto di tracce ci pensa “Stained”: la formula è molto simile a quella del brano precedente, dal momento che anche qui abbiamo la presenza di un riff iniziale quadrato, ma ben presto emerge prepotentemente la componente Thrash del quintetto campano ed è un piacere ascoltare come i 3RD pestino sull’acceleratore imprimendo velocità supersoniche al brano.

Ricordiamo che “Vendetta” è stato registrato presso i Kick Recording Studio, dove opera lo stesso Marco Cinghio Mastrobuono.
In conclusione questo Ep è una mazzata spaventosa, la sua unica pecca è quella di contenere solamente tre brani…