Home Interviste Ade: la band consigliata agli amanti della storia e della “musica malata”

Ade: la band consigliata agli amanti della storia e della “musica malata”

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Sono alla vigilia del decimo anno di attività, con un disco appena uscito incentrato sulle battaglie tra Annibale Barca e Scipione l’Africano. Gli Ade portano alto della romanità, in tutti i sensi. Ed a loro va un plauso, perchè tra tanta esterofilia c’è chi attinge dalle proprie origini per creare musica.
L’intervista al cantante Diego Laino (Traianvs):

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Metal In Italy. Gli Ade nascono nel 2007, con tre album all’attivo, l’ultimo dei quali è “Carthago Delenda Est” (la recensione). Quali sono state le tappe fondamentali della vostra carriera?
Ciao a te Stefano e a tutti i lettori di Metal in Italy. E’ sempre un piacere poter essere ospiti sulle vostre pagine. Per tutti coloro che ancora non ci conoscono mi fa piacere fare una rapida presentazione del gruppo. Gli Ade sono una band di “ancient roman death metal” (che potrà suonare strano ma sta diventando un nutrito sottogenere tutto da scoprire per chi come me ne era profano fino a poco tempo fa). Il prossimo anno la band festeggerà il primo decennio di carriera musicale, e sicuramente tra le cose da ricordare di questi anni ci sono: la partecipazione al Wacken del 2009, il primo disco dello stesso anno “Prooemium Sanguine”, i vari tour esteri e i festival come l’Inferno Fest in Norvegia, passando per il secondo disco, “Spartacus”(2013) sul quale possiamo vantare la collaborazione di George Kollias dei Nile, fino ad arrivare alla nostra ultima fatica in studio “Carthago Delenda Est”, primo disco con la nuova formazione che vede me alla voce e Giacomo Torti dei Bloodtruth alle pelli.

Come mai avete deciso di legare il vostro nome a tematiche storiche? E trattarle ovviamente anche nei testi delle vostre canzoni…

Bene, il gruppo è nato a Roma, composto, almeno fino a poco tempo fa,da soli membri romani. Era forte, da parte del gruppo, la volontà di creare un progetto che unisse la potenza e la brutalità del death metal, con le sonorità tipiche degli strumenti romani antichi. Infatti, nei primi anni di carriera, gli Ade si sono avvalsi di Simone D’Andrea, un validissimo polistrumentista romano che li aiutava anche in sede live. Ovviamente oggi la situazione è mutata e ci esibiamo con l’ aiuto di basi campionate. La “romanità” è però rimasta intatta nei testi, che parlano sempre dell’epopea dell’Impero. L’ultimo disco è incentrato sulle guerre puniche e sul dualismo tra Annibale Barca e Scipione l’Africano. Consigliato sia agli appassionati di guerre storiche che ai malati di musica estrema.

L’atmosfera che evoca antiche battaglie emerge anche musicalmente, com’è stato il vostro approccio alla composizione dei brani per ottenere questo risultato?
I brani sono stati scritti quasi tutti da Fabio Palazzola, principale compositore degli Ade. Diciamo che lo sforzo principale nella creazione dell’atmosfera che permea il disco è stato proprio quello di rendere ogni passaggio, ogni parola usata, ogni citazione, congrua con lo scenario di una guerra terribile e allo stesso tempo così importante per le sorti del mondo così come lo conosciamo oggi.

Gli Ade non trascurano nemmeno l’immagine, anche questa legata a costumi storici. Quanto è importante identificare una band con un aspetto esteriore ben definito?
Beh, sicuramente per una band come gli Ade, così come accade per Fleshgod Apocalypse, Ex Deo e altri gruppi più blasonati che legano le proprie tematiche a un filone ben preciso, diventa di fondamentale importanza, dal vivo, esibirsi con costumi di scena adeguati che concorrano a creare l’atmosfera e lo spettacolo giusto. Penso che chi si approccia a un gruppo a tematica storica si aspetta uno show nel quale la componente teatrale/cinematografica sia molto “marcata”.
Vi siete anche avvalsi della collaborazione di Riccardo Studer per le parti orchestrali, qual è stato il suo apporto ai vari brani?
Rick ha fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda le orchestrazioni. Diciamo che se avesse avuto più spazio si sarebbe potuto anche divertire di più. Il disco resta comunque death metal, così come era nelle volontà della band sin dall’inizio dei lavori. Il buon Studer ha comunque avuto modo di arricchire i brani con molte soluzioni differenti, a tratti sinfoniche, pur non snaturandone l’impatto. Ha inoltre, con Alessio Cattaneo, curato tutta la registrazione e la produzione del disco…Un vero lavoraccio, per il quale gli siamo ancora molto grati.

Avete mai pensato di introdurre in pianta stabile un musicista che svolga lo stesso lavoro di Riccardo?
A volte scherzando con Rick gli dico che suonando con noi si potrebbe divertire molto. Ovviamente lui è molto impegnato con gli Stormlord e con il lavoro di fonico, che lo occupa a tempo pieno. Però non si sa mai, la musica è bella perchè sempre in evoluzione, e spesso le collaborazioni portano a svolte inaspettate.

Sono anni che vi esibite sia in Italia che all’estero. Che differenza c’è tra il pubblico italiano e quello straniero?
Bene, questo è un aspetto molto importante, e io mi sono formato una mia idea in questo primo anno di permanenza nel gruppo. Credo che un progetto come gli Ade sia molto più “appetibile” all’estero. Una tematica come quella della storia romana è percepita molto diversamente fuori dall’Italia. Gli americani per esempio, sono follemente innamorati della storia e della mitologia mediterranea, specialmente grazie ai Colossal cinematografici che nel tempo vi hanno dedicato. Il pubblico italiano, metal o meno che sia, è meno sensibile a tematiche del genere. Non si valuta mai abbastanza la storia del proprio paese e la musica che le paga tributo. Spesso ci troviamo però a gridare al miracolo ascoltando il primo gruppo in costume di folkmetal uzbeko che suona e balla a tempo di tupatupa. Nemo propheta in patria diceva qualcuno…


Tra l’altro voi avete un buon seguito anche al di fuori del Bel Paese. C’è una nazione in particolare che apprezza la vostra proposta musicale?

Guarda, a arte gli Stati Uniti, paese come già detto, follemente appassionato alla causa Romana, potrei citarti su tutti il Belgio (paese dove spediamo dischi e merch quasi tutte le settimane) e ultimamente la Spagna, nazione della nostra etichetta, e sopratutto nazione nella quale, da quando ci siamo esibiti per quattro date, la richiesta è aumentata esponenzialmente.

“Carthago Delenda Est” è stato pubblicato da Xtreem Music, come mai vi siete rivolti ad una etichetta straniera? Siete soddisfatti per il lavoro svolto?

Sì, la Xtreem Music è un etichetta spagnola di proprietà di Dave Rotten, vocalist degli Avulsed (storica realtà death metal iberjca) incentrata per lo più sul death metal, soprattutto di matrice estrema. E’ un’etichetta undeground che però spinge molto i gruppi del roster tramite un incessante pubblicità e un grosso passaparola. Con Dave le cose vanno bene, è una persona che fa poche chiacchiere e punta al sodo, diciamo che in questa fase va bene per la portata del nostro gruppo. In futuro, chiaramente, ci piacerebbe poter far parte di un etichetta più grande…chissà, dipenderà tutto dalla qualità e dalla quantità del nostro lavoro.


Oltre a proporre buona musica, cosa può fare una band per promuoversi al meglio e farsi conoscere?

Oggi ci sono tanti modi per poter promuovere il proprio prodotto. Indubbiamente la rete svolge un ruolo fondamentale in questa attività. Gran parte di quello che ascoltiamo e condividiamo con altri appassionati, passa per i social networks e per altre piattaforme digitali. Osservando la scena metal italiana contemporanea mi vengono in mente due gruppi, che seguo fin dagli esordi, che mi fa piacere di citare parlando di promozione: I Voltumna e gli Scuorn. Seguendo due strade molto diverse, credo siano oggi d’esempio per i gruppi emergenti che vogliono promuoversi da soli: i primi, stanno investendo sull’aspetto live, suonando in maniera capillare ovunque sia possibile, e in questo modo in pochi anni si sono ritagliati un ruolo importante nella scena, partecipando a centinaia di concerti e facendosi vedere da migliaia di persone. Per quanto riguarda Scuorn invece, con il quale sto avendo il piacere e l’onore di collaborare direttamente, mi piace sottolineare come, completamente da solo, sia stato in grado di creare un terremoto mediatico, complice anche un prodotto curato nei minimi dettagli, balzando in pochi mesi sulle pagine e sulle playlist di tantissime persone. Ecco, in sostanza come proporre la propria musica: curarla fino al parossismo, creare un “hype” e una curiosità continua tramite i canali mediatici del web e infine investire sull’attività live che poi rappresenta la fase in cui tutti gli sforzi vengono ripagati e puoi davvero condividere la tua musica con la gente.

Grazie ragazzi per la disponibilità, nel chiedervi quali sono i progetti per il futuro degli Ade, vi saluto e speriamo di incontrarci in occasione di qualche live. A presto!
Bene, ricambio i ringraziamenti e saluto te, tutto il vostro staff e tutte le persone che si sbattono per dar voce alla musica inedita. Gli Ade sono al lavoro sulla scaletta che verrà proposta al Blast Fest a Bergen (Norvegia) a fine febbraio. Siamo sicuri che sarà un grande show e un’esperienza indimenticabile. Ci vediamo in giro per concerti! Supportate sempre la buona musica 🙂