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Awake The Sun: “The Barren Sleep” – Recensione

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Non abbiate paura delle emozioni, non abbiate paura nel lasciarvi trasportare da atmosfere malinconiche e strazianti, perché gli Awake The Sun con il loro album “The Barren Sleep” sapranno condurvi per mano attraverso percorsi introspettivi e sofferti.

Il sound della band veneta prende spunto da Dark, Doom,Gothic e Groove, tanti ingredienti che nel loro insieme ci restituiscono un quadro musicale molto accattivante, la tracklist si compone di otto tracce dotate di un’intensità crescente, che non lascia spazio a momenti di noia o cali di tensione. Ascoltando tutte le composizioni si ha l’impressione di essere attraversati continuamente da immagini e colori dai toni grigi, che si insinuano nell’animo come pensieri che pungolano la memoria.

Non mancano gli inserimenti elettronici, ma questi rappresentano senza dubbio una componente davvero trascurabile rispetto al resto; gioca sicuramente un ruolo primario la voce di Nicola Mel, melodica e sofferta allo stesso tempo, che predilige timbriche pulite, ma allo stesso tempo aggressive. Ottimo anche il lavoro delle chitarre di Giuliano Marzola e Matteo Frare, i quali tendono a costruire un tappeto musicale carico di groove, ma che sa anche assecondare le melodie create dal singer. Completa il quadro la sezione ritmica, con la batteria che svolge un ruolo primario nel determinare l’andamento delle composizioni.

Per inquadrare la band possiamo nominare Katatonia, Opeth, My Dying Bride, Depeche Mode, per aspetti ovviamente diversi tra loro, ma rimane comunque il fatto che gli Awake The Sun hanno un sound pienamente riconoscibile, con “The Barren Sleep” hanno fatto davvero centro.