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Blackmail Of Murder: “Giants’ Inheritance” – Recensione

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Secondo album in carriera per i Blackmail Of Murder, “Giants’ Inheritance” segue a distanza di meno di un anno il precedente “The Endless Stare” e ci presenta una band in grande spolvero, in grado di emozionare e tritare ossa allo stesso tempo.

Tra Metalcore ed Alternative, Deathcore e Melodic Death, di carne a cuocere ce n’è davvero tanta, ma la band non si limita a scopiazzare quanto proposto da altre migliaia di band sparse in tutto il mondo, in quanto hanno una personalità ben definita e riconoscibile. Pesanti come macigni nelle parti più cadenzate, in quelle tirate e veloci, ma allo stesso tempo in grado di regalarci aperture melodiche di grande effetto, questi ragazzi dimostrano di poter eccellere in entrambe le situazioni, sintomo di grande conoscenza del genere, ma anche fantasia ed un ottimo lavoro in fase di songwriting.

Sebbene i Blackmail Of Murder facciano ricorso a soluzioni che richiamano alla mente gruppi quali As I Lay Dying, Caliban, Killswitch Engage, Trivium, In Flames et similia, hanno comunque le carte in regola far emergere la propria personalità in ognuna delle composizioni.

Il timbro del singer Claudio Olivari rimane impresso nella mente, grazie anche a soluzioni azzeccate soprattutto quando si tratta di disegnare melodie, senza sbagliare alcun colpo anche in caso di passaggi aggressivi. Colonne portanti del sound sono le due chitarre di Davide Sgarbi ed Antonio Proietti, i quali ci regalano riff ben congegnati, dotati del giusto appeal e capaci di generare intense scapocciate tra gli ascoltatori. Le composizioni presentano parti più articolate e melodiche, oltre ad aperture ariose e più distensive, il tutto condito da solos molto accattivanti, che non sfociano mai nel puro esercizio di stile. Di pari livello la sezione ritmica: Alex Castellini al basso e Fabio John Nassa alla batteria supportano il resto degli strumenti nel migliore dei modi, con il drummer che scandisce le dinamiche di ogni brano e determina così gli umori diversi che si alternano.

Difficile citare un brano piuttosto che un altro, sicuramente la titletrack è una delle composizioni che spiccano, forte di un refrain che vuole essere cantato a squarciagola, “Void Around” con i suoi riff spigolosi, “Accross The Bay” con i suoi arrangiamenti quasi Southern, la perla acustica “Whisper”, solo per fare qualche nome.

“Giants’ Inheritance” è un album completo e di ampio respiro, realizzato da una band che merita certamente palcoscenici internazionali. Inutile dire che lo consiglio vivamente agli amanti dei generi e delle band citate in precedenza.