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Born With A Basic Goodness: I primi 2 giorni al Monolith Studio

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Nei giorni scorsi i Born With A Basic Goodness, formazione Metalcore/Post-hardcore, sono stati al Monolith Studio con Filippo Buono per registrare il debut album. In collaborazione con Overdub Recordings vi proponiamo due appuntamenti nei quali la band ci racconta l’esperienza in studio. Iniziamo con i primi ci due giorni e lasciamo ai Born With A Basic Goodness il compito di raccontarci come è andata…

Registrare, fare, brigare al Monolith Studio di Filippo Buono. 1a Parte

Cinghiali dappertutto, pizze e un centinaio di take. La settimana dei Born With a Basic Goodness che registrano per Overdub Recordings. E un albero di Natale rosa.

Nov. 17 2019
Intro, arrivo, stanchi, dormire.

A Vitulano ci arriviamo la sera verso le sette, buio pesto una rotonda a destra per arrivare al Monolith Studio. Prima, qualche minuto prima, abbiamo avuto qualche problema con un cinghiale, nel senso che quasi l’abbiamo investito, eh sti cazzi, ci sono molti cinghiali a Vitulano e dintorni.
Poi ne parleremo di sicuro, più avanti, ci piacciono i cinghiali, belli.

Incontriamo Phil e Dinosauro in studio, sono gentili. Lasciamo gli strumenti, andiamo al bnb, bello anche quello, dove si può mangiare?, in centro, da Moris, ditegli che vi mandiamo noi, bello, tutto molto bello anche da Moris, mangiato grigliata, bevuto birra, guardato calcio, guidato otto ore, sonno, a posto così, ‘notte.

Il cinghiale l’abbiamo mancato, comunque, quindi tutto morbido, non vi preoccupate.

Nov. 18 2019
Cosette per nerd, Star Trek e fratture al malleolo.

Bon, partiamo con le cose che interessano. Penso. Lo studio è gagliardo (il fatto che Phil e Dinosauro siano parecchio simpatici aiuta, ma comunque bello l’arredamento, bravi), ci si sente come in uno studio. Sala d’ingresso e salotto appena entrati, c’è pure un caminetto, poster dappertutto un frigo una macchinetta del caffè confezioni di pelli per batteria un paio di amplificatori, tappeti!, locandine dei Teverts (qui il link, dateci un ascolto che è roba bella), locandine di festival, dello Sweet Leaf che da un po’ non si fa più, ma speriamo che quest’anno, magari, grazie Phil.
Poi un piccolo corridoio, con la pedaliera del boss e qualche amplificatore, e un poster abnorme dei Sepultura. Si comincia benone, direi.

A destra, dentro la sala di registrazione. Bella anche quella – mi ripeto, ma che ci volete fare? Phil ha montato una batteria, ve la racconterei, ma è lunghetta, quindi faccio una lista:

DRUM SOUND EVOLUTION, liuteria italiana
Rullante: Ludwig Supraphonic 14×6,5
Piatti: Zidjian S (Rock Series)
Piatto China: UFIP
Pelli: Evans (EQ3 su cassa; G2 Clear su battenti tom; Resonant Control sotto i tom; Genera HD Dry – Haze300 su Risonante)
Cordiera Rullante: Pure Sound a 20 fili

Il resto che c’è dentro, e la sala di regia, ve le racconto poi.

Si registra in presa diretta tutti assieme, senza la voce (sempre e comunque il ruolo più fancazzista in una band, sia lodato Chivipare). Take 1: Buono, si può fare di meglio. Take 2: Meglio. 3: Meglio. 4: Peggio. 5: Meglio del 2, peggio del 3.

Ora, le cose sono andate più o meno sempre così, a raccontarle.
Poi, in mezzo ovviamente si ride e bestemmia e solite cose. La faccenda divertente è che uno dei tre ha smesso di parlare [Luigi – Basso. ndr.]. Poi ha ricominciato eh, un paio di giorni dopo. Sospettiamo la colpa del mutismo sia dovuta a un cappellino da baseball stranamente luminescente all’altezza del frontino. Le malelingue potrebbero sospettare trattarsi di cappellino di marca con adesivo fluo-rifrangente che va di moda lasciare senza alcuna ragione incollato al frontino anche mesi o anni dopo averlo acquistato per aumentarne il valore secondo una logica che mi sfugge alquanto (credo faccia parte dei riti del movimento YOLO, credo).
Queste malelingue potrebbero avere ragione, non diciamo di no.

“Perché dorme con Bruno”

Ma noi sospettiamo che il cappellino sia un essere senziente che ha in qualche modo preso possesso di Luigi, e ne ha cambiato atteggiamento e codice morale. L’ha trasformato in una creatura fredda e logica, efficiente e rapida, silenziosa. Una creatura che, mi direte, se inserita nell’universo di Star Trek, potrebbe somigliare al signor Spock. Non al capitano Kirk, direste. E avreste ragione.

Abbiamo chiamato la nostra nuova creatura Capitano Kirk. È una creatura docile e gentile, ma non parla a meno che non sia una questione direttamente inerente le linee di basso e batteria. Sembra felice, a modo suo. Credo ci troveremo bene.

E comunque fa ridere perché di fianco c’è un bestione dalla faccia da rugbista, il corpo da rugbista e che sembra proprio un rugbista, quando lo guardi. Quello lì, oggi sembra avere scelto come tattica di registrazione la “Motley Crue”, almeno nel senso della lingua che gli esce in continuazione mentre suona. Gli esce come a dire yeah!, non alla Michael Jordan, che farebbe comunque ridere. Lingua, capelli ricci à la Caparezza timido, maglietta Dillinger Escape Plan e pantaloncini – ma direi meglio: shorts – bianchi che lasciano ampie porzioni di coscia rugbistica esposta. Robetta da infarti.
Stefano [Batteria, ndr.] sembra stare bene, sente solo qualche dolore al malleolo destro, una fitta alla tibia, rene galoppante e forse ma forse una distorsione all’occipite del polso. No, si scherza, è giusto che ha alle spalle la bellezza di 1.45 ore di sonno. Perché dorme con Bruno.

Non credo serva spiegare cos’è successo, a questo punto. Le dimensioni del ragazzo le avete capite. Ecco, russa. Russa come un grande, proprio. Sicché riusciresti a dormirci affianco solo dopo nove dosi di oppio per vie non solari, e comunque non prima di esserti appositamente forati i timpani. A quel punto, un lieve e costante ronzio ti allevierebbe la sofferenza e riusciresti finalmente a chiudere gli occhi. Ma non divaghiamo.
Non ha dormito, Stefano.
Siamo anche un po’ nervosi, tutti, è una prima volta, sono sempre belle le prime volte, vi ricordate di quando voi avete e poi lei e allora i genitori vi hanno e poi invece è andato dentro e non pensavi era la coscia piegata ahaha e tu pensavi e allora sei uscito dal refettorio. Tutto molto bello.

Quindi, intanto siamo arrivati così. Poi coi prossimi vediamo di capire meglio cosa succede in studio quando arrivi in zona 56 take, cosa succede ai malleoli di Stefano quando si arriva in zona 85 take, cosa capita quando provi a pagare da bere in centro a Vitulano. E anche dell’albero di Natale rosa, sì. NSFW, forse.

BWBG