Home Recensioni Bretus: “The Shadow Over Innsmouth” – Recensione

Bretus: “The Shadow Over Innsmouth” – Recensione

SHARE
COVER_Bretus - The Shadow Over Innsmouth

“The Shadow Over Innsmouth” è il secondo album per i Bretus, band Stoner/Doom calabrese, basato sul racconto omonimo di H. P. Lovecraft , oscuro e tetro dalla prima all’ultima nota.

Il racconto di Lovercraft ci parla di un giovane che giunge nella città portuale di Innsmouth, nel Massachusetts, dove viene a conoscenza di una vecchia storia che parla di un patto stipulato tra i cittadini di Innsmouth con creature demoniache provenienti dal mare. È proprio il suono delle creature che escono dai flutti a dar vita all’intro dell’album, alla quale segue “The Curse Of Innsmouth” che segna l’inizio di questo viaggio visionario. Il riffing di Ghenes appare subito arrembante ed incisivo, debitore nei confronti dei mostri sacri del genere, ma efficace e ben congegnato. Ottimo anche l’apporto della sezione ritmica, con Azog al basso e Striges alla batteria che dettano i tempi di questa prima traccia. Si alternano passaggi sostenuti ad altri più lenti e cadenzati. Non poteva essere altrimenti, per rendere al meglio le atmosfere nebbiose della cittadina del Massachusetts.

È ancora il mare ad introdurre “Captain Obed Marsh”, capitano proveniente dalla città nella quale è ambientato il racconto. Nel disegno musicale si incastona alla perfezione la voce di Zagarus, potente e minacciosa in ogni frangente. “Zadok Allen” è, invece, il nome del vecchio marinaio ubriacone che racconta al giovane la storia della maledizione di Innsmouth. Qui l’atmosfera diventa ancora più minacciosa, complice anche il riff portante che fa leva su una ritmica ansiogena, che si apre poi in un passaggio più sostenuto. “The Oath Of Dagon” fa riferimento ai tre giuramenti ai quali i membri dell’Ordine Esoterico di Dagon, religione di Innsmouth, dovevano sottostare. Ad introdurre il brano ci pensa un arpeggio di chitarra acustica, impreziosito da un assolo costituito da poche ma efficaci note, che lascia ben presto il posto ad una traccia pesante come nubi nere cariche di pioggia.”Gilman House” trae spunto dal racconto, sempre di Lovercraft, “The Dreams in the Witch House”, che parla dei sogni bizzarri di Walter Gilman, il quale affitta una stanza nella casa in cui abitò una strega nella città immaginaria di Arkham. Si tratta di una traccia molto atmosferica, con parti di chitarre più articolate che disegnano melodie cupe e sinistre, facendo leva su ritmi pacati, che sfociano poi in una cavalcata finale ottimamente realizzata dai Nostri.

Con “The Horrible Hunt” i Bretus danno sfogo alla loro sete di velocità, lanciandosi in un brano che alterna parti brucianti a frangenti più pachidermici. “The Final Journey” ha il compito di concludere “The Shadow Over Innsmouth”, un album ben riuscito che verrà sicuramente apprezzato dagli amanti delle sonorità oscure ed atmosferiche.