Scrivo mentre l’aereo taglia l’Atlantico, a dodicimila metri d’altezza e novecento chilometri orari. Fuori il buio, dentro quella strana sensazione sospesa che arriva sempre quando si lascia qualcosa di importante alle spalle. Quattordici giorni in California possono sembrare pochi. Questa volta sono sembrati un anno.
La Volcano Session non è solo un progetto. È un’idea che mi porto dentro da sempre. Sono cresciuto con il mito della California, con l’immaginario di Los Angeles come punto di convergenza di sogni, talento, eccessi, possibilità. La prima volta che sono atterrato qui, anni fa, da semplice turista, ho capito che prima o poi avrei dovuto tornarci con un piano. Non per visitarla, ma per viverla. Dal 2020 questa intuizione è diventata realtà: portare artisti di Volcano Records a Los Angeles per metterli a contatto con il mercato americano, farli respirare un contesto diverso, costringerli a uscire dalla comfort zone. Ogni anno cambia il cast, ma l’energia resta la stessa: quella di chi sa di essere lontano da casa ma nel posto giusto.
Siamo arrivati a Los Angeles domenica 18 gennaio. Base operativa a Glendale, tra Hollywood e Pasadena. I primi giorni sono stati dedicati alla logistica con il nostro partner Sondelli Guitars e alle prove in uno studio in zona frequentato dai membri dei System Of A Down… E poi un misto di organizzazione, meeting e abbracci con amici che qui ormai sono famiglia. C’è qualcosa di potente nel ritrovare relazioni costruite negli anni, non solo per lavoro ma per stima reciproca. È il vero capitale di questo progetto.
Il primo palco è stato il Whisky A Go Go. Basta pronunciarne il nome per sentire il peso della storia. Sunset Boulevard, luci rosse, odore di rock. Sublime Tragedie, Gabriele Catoni, Branco: tre energie diverse, tre modi di stare al mondo. Quest’anno ho deciso di farmi un regalo e salire anch’io sul palco con Branco, come chitarrista solista. Stress raddoppiato, adrenalina moltiplicata. Ma quando sei lì, sotto quelle luci, tutto si allinea.
Il giorno successivo i Furious Jane hanno incendiato il Viper Room all’interno del format Dirty Mondays, conquistando pubblico e addetti ai lavori. Performance che ha portato a un nuovo ingaggio da headliner all’Harvard & Stone il 30 gennaio, con apertura affidata a B-Lickers e Branco. Vedere i Furious tornare per la terza volta a Los Angeles con una consapevolezza diversa è stato uno dei momenti più forti di questa edizione. Quando capisci che non sei più ospite, sei parte del gioco.
Dopo il Viper Room ci siamo spostati ad Anaheim per il NAMM Show. In quei corridoi hai davvero la sensazione di essere al centro del mondo musicale. Tra incontri e networking, l’aneddoto più surreale: mentre i Furious Jane registravano un’intervista in ascensore, è entrato Steve Morse dei Deep Purple, unendosi spontaneamente alla scena. Sorriso, scambio di battute, video improvvisato (https://www.instagram.com/reel/DT6CJD7kgMK/). Los Angeles è anche questo: l’imprevedibile che si materializza.
Rientrati a L.A., abbiamo organizzato insieme a Sondelli Guitars un evento privato ai Seahorse Studios di Downtown, con showcase del grande Simone Sello (Vasco Rossi), Branco, Gabriele Catoni e Furious Jane. I B-Lickers, appena atterrati, hanno invece realizzato alcune riprese live per il loro prossimo singolo.
La seconda settimana è stata interamente dedicata alla produzione.
I Sublime Tragedie hanno registrato un brano agli Steakhouse Studios di North Hollywood, lì dove Pink, Korn, Toto, Queens Of The Stone Age hanno prodotto alcuni dei loro più grandi successi. I B-Lickers hanno passato due giorni in produzione agli studi di Fabrizio Grossi, storico produttore italiano di stanza a Los Angeles dagli anni 90 e famoso per le sue collaborazioni con Supersonic Blues Machine, Eric Gales, Alice Cooper, Joe Bonamassa, Steve Vai, Steve Lukather e moltissimi altri. I Furious Jane invece sono stati stra-impegnati con un altro grandissimo produttore italiano a L.A., Ettore Grenci, multi platino e vincitore di ben due Latin Grammy, che sta seguendo i ragazzi da alcuni mesi per la realizzazione di due brani molto speciali.
Io ho macinato chilometri tra uno studio e l’altro, coordinando produzioni e relazioni. In mezzo, qualche pausa necessaria: un tramonto sulle colline di Hollywood, una deviazione a Malibu, cene di lavoro e qualche sessione di songwriting super-segreta, momenti brevi ma necessari per ricordarmi perché tutto questo ha senso. Non è solo business. È visione, è crescita, è contaminazione.
Ora che torno verso casa sento la stanchezza, ma è una stanchezza buona. Mi manca la mia famiglia, mi aspettano dischi, produzioni, responsabilità quotidiane. Ma Los Angeles ogni volta mi lascia qualcosa dentro: una scintilla, un’idea, una conferma.
Non è una fuga dalla realtà. È un’espansione della realtà. E so già che mentre questo aereo scende verso Roma, sto già preparando il prossimo volo verso ovest.
See you soon L.A.!
Alessandro Liccardo
Presidente di Volcano Records & Promotion
P.S. Un ringraziamento sincero ai partner che hanno reso possibile questa avventura, uno su tutti Francesco Sondelli di Sondelli Guitars, ma anche Firedreams Ent., Andrea di Dophix Pedal, Nino di Benevale NYC, Alf, Checco e Fil, i miei ragazzi di UNLMTD Music; Fab, Ettore, Simone, Mike, Daniele, Rafael, Tarja, Lee agli Steakhouse Studios, Samur ai Seahorse Studios; i produttori, gli amici e tutti gli artisti tra Europa e Stati Uniti che ogni giorno danno fiducia alle mie idee e visioni.
Senza di voi tutti questi chilometri e questo jet lag non avrebbe alcun senso. Love you all.















