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Frustration: “Vision Of Infinite Tortures”, un Death Metal oscuro e compatto

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Con il nuovo album Vision of Infinite Tortures, gli italiani Frustration confermano la loro inclinazione verso un death metal oscuro e compatto, costruito più sull’atmosfera che sulla semplice ricerca dell’impatto immediato. Il disco si presenta come un lavoro volutamente oppressivo, in cui la violenza sonora non è solo fine a sé stessa ma diventa il mezzo per esplorare un immaginario interiore fatto di tensione, alienazione e conflitti psicologici.

In Vision of Infinite Tortures la band sceglie una strada piuttosto essenziale: niente virtuosismi inutili, ma riff duri, spesso dissonanti, inseriti in strutture compatte che alternano fasi di furia controllata a rallentamenti più pesanti e soffocanti. Le chitarre costruiscono un muro sonoro abrasivo ma disciplinato, mentre la sezione ritmica lavora con intelligenza nel modulare la tensione: la batteria passa da momenti di aggressione diretta a passaggi più lenti e minacciosi, sostenuta da un basso profondo che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più cupa. Sopra tutto si staglia una prova vocale convincente, che evita la mera brutalità gratuita per trasmettere una sensazione di disagio quasi tangibile.

Dal punto di vista tematico il disco si muove come una sorta di viaggio nella disgregazione della coscienza. Le liriche evocano prigioni interiori, spirali di distruzione e catene invisibili, delineando un universo mentale claustrofobico in cui la mente diventa allo stesso tempo campo di battaglia e luogo di reclusione. Questa coerenza narrativa rappresenta uno dei punti di forza dell’album, che mantiene un’identità molto precisa dall’inizio alla fine.

Allo stesso tempo, però, è proprio questa compattezza a mostrare anche i limiti del lavoro. L’intensità rimane costantemente alta e l’album raramente concede momenti di respiro; a lungo andare alcune soluzioni ritmiche e certe strutture dei riff tendono a ripetersi, facendo emergere una certa prevedibilità compositiva. Il disco funziona bene quando accelera e colpisce con decisione, ma in diversi passaggi si ha la sensazione che la band avrebbe potuto spingersi un po’ più lontano, introducendo maggiori variazioni dinamiche o qualche rischio creativo in più.

Nonostante questi limiti, Vision of Infinite Tortures resta un lavoro solido e coerente, sorretto da una produzione efficace e da una visione artistica piuttosto chiara. I Frustration non cercano di reinventare il death metal, ma di plasmarlo secondo un’estetica personale fatta di tensione costante e atmosfera malsana. Il risultato è un album intenso e cupo, che colpisce per compattezza ma che, con qualche maggiore slancio compositivo, avrebbe potuto lasciare un segno ancora più profondo.

Recensore: Derek Vinyard

Tracklist:
1. Intro
2. Spiral of Ashes
3. Creeping Shadows
4. Inner Abyss
5. Chains of The Soul
6. The Dance of Desires
7. My Prison
8. Vision of Infinite Tortures
9. The Game of Power
10. Broken Soul
11. Big Eyes (Bonus track)
12. My Demons (Bonus track)
13. El Alma del Desierto (Bonus track)

Line-up:
Hirpus Guitar & vocals
Milkman – Bass
Chris Anthem – Drums

FRUSTRATION “Vision Of Infinite Tortures”
Full-length, Nova Era Records, 2026