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Ignazio Nicastro (Eversin): ” Un brano senza il basso è una donna con un bel viso, senza sedere e tette”

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Ignazio Nicastro, bassista degli Eversin, nelle scorse settimane ha partecipato al Musik Messe in Germania in rappresentanza del marchio Grosmann Guitars. Abbiamo approfondito con lui la conoscenza dello strumento che ha rappresentato e la funzione del basso all’interno di un brano, oltre ovviamente agli impegni futuri degli Eversin.

Ciao Ignazio, bentornato sulle pagine di Metal In Italy! Il mese scorso sei stato al Musik Messe in Germania, che esperienza è stata per te?

Ciao Stefano, grazie mille per avermi ospitato ancora una volta…Beh, l’esperienza MusikMesse è stata decisamente positiva ed elettrizzante. Avere la possibilità di suonare fianco a fianco con mostri sacri come Jeff Waters o Victor Smolsky è un qualcosa che non capita tutti i giorni. Con gli EVERSIN è ormai da qualche anno che abbiamo iniziato a calcare palchi internazionali e a dividere lo stage con gruppi enormi (Maiden, Slayer, Megadeth, Anthrax, Annihilator, Carcass, ecc…) ma suonare davanti a centinaia di persone fuori dal contesto della band è un qualcosa di completamente diverso.

Tu eri presente per rappresentare il marchio Grosmann Guitars con il basso realizzato su specifiche tecniche da te indicate. Qual è stato il responso dei visitatori della fiera?

Se non erro per la Grosmann era la prima volta al Musik Messe, come del resto per me. Penso che in fin dei conti l’esser stati presenti sia comunque stato un gran successo. La gente ha dimostrato di apprezzare sia me come musicista e dimostratore sia gli strumenti da me suonati. Abbiamo formato una bella coppia.

Sicuramente avrai avuto modo anche di suonare qualche brano…cosa hai proposto a chi era lì per ascoltarti?

Ho proposto 6 brani. “Holy Wars” dei Megadeth, “Aces High” e “2 Minute to Midnight” dei Maiden, “Alison Hell” e “Never Neverland” degli Annihilator e Creeping Death dei Metallica. Ho iniziato a suonare alle 10 del mattino e praticamente ho smesso alle 18 prima della chiusura. A fine giornata non sentivo più e dita.

Immagino che avrai incontrato tanti musicisti della scena internazionale. Sei riuscito a confrontarti con qualcuno? Quali, comunque, gli insegnamenti che hai portato a casa dopo questo evento?

Come dicevo poc’anzi ho avuto la possibilità di suonare fianco a fianco con mostri sacri come Jeff Waters o Victor Smolsky e posso assicurarti che assistere alle loro clinic è qualcosa di davvero entusiasmante. Sono da sempre un fan degli Annihilator quindi come potrai immaginare, per la clinic di Waters, compatibilmente ai miei impegni con la Grosmann, ero in prima fila. Insegnamenti…beh troppi o troppo pochi, non saprei dirti con esattezza. Il tempo a loro disposizione, così come per me, era abbastanza limitato quindi ho provato ad immagazzinare quanto più possibile, soprattutto per ciò che concerne la presenza scenica, dato che loro sono chitarristi ed io no…

Parlami un po’ del tuo strumento. Come è nata la collaborazione con Grosmann Guitars? Quali sono state le indicazioni date per ottenere il prodotto finale?

L’anno scorso, una volta tornati dalla Germania in occasione del RockAvaria, sono iniziati i primi contatti con la Grosmann, la quale si è subito mostrata interessata alla band. Io e Giangabriele abbiamo quindi esposto le nostre richieste precisando per filo e per segno le caratteristiche che avrebbero dovuto avere gli strumenti. Entrambi ci siamo molto focalizzati sulle meccaniche e sulle parti elettroniche, specificando la marca ed il modello dei microfoni così come le meccaniche da usare. Altro aspetto fondamentale è stato il peso degli strumenti ed il relativo bilanciamento tra il body ed il manico.

Non solo tecnica, in un qualsiasi strumento è fondamentale il suono. Sei riuscito ad ottenere quello che avevi in mente?

La Grosmann produce strumenti fatti a mano e come potrai immaginare il risultato è assolutamente diverso da ciò che può darti uno strumento fatto in serie. Il suono del mio basso è davvero molto diverso e decisamente migliore dal suono a cui ero in precedenza abituato, e la cosa mi ha realmente colpito. Ha un suono molto più rotondo e potente, tutte le frequenze sono ben distinguibili e cosa più importante, dato che suono unicamente con le dita, il suono non è per nulla impastato.

È da tanti anni che imbracci il basso, sono certo che continui ancora a studiare per migliorarti. Su quali argomenti stai concentrando maggiormente l’attenzione?

Dedico al basso circa due ore al giorno di pratica. Solitamente metto su un cd con vari brani e suono seguendo le canzoni. Non mi hanno mai attratto tecniche come il tapping, lo sweep picking o lo slapping…Le prime due sono tecniche prettamente da chitarristi mentre la terza, non me ne voglia chi la usa, ma l’ho sempre considerata una tecnica del cazzo buona unicamente per far rumore. Nel corso degli anni ho avuto modo di provarle e di suonare vari generi musicali ma onestamente non ho mai provato reale interesse. Più che altro le ho provate per mettermi alla prova (scusa il gioco di parole). Un bassista deve fare il bassista, né il chitarrista mancato né il casinista.

A volte si ha l’errata impressione che il basso non sia fondamentale nell’economia della band. Se dovessi spiegare a qualcuno il perché dell’importanza di tale strumento, quali argomentazioni useresti?

Il basso è l’anima dei brani e l’ossatura della band. Tutto ciò che forma una canzone si basa sul basso, un brano senza il giusto basso è come una donna con un bel viso ma senza sedere e senza tette. Carina ma senza sostanza.

Prima di lasciarci vorrei che mi aggiornassi sulla situazione attuale degli Eversin: quali sono i prossimi apputamenti live? State lavorando ad una nuova release?

Abbiamo da poco ufficializzato la nostra presenza al Chania Rock Fest in Grecia, suoneremo sabato primo luglio quando gli headliner saranno gli americani Warlord. Il Chania è uno dei fest più conosciuti d’Europa e di sicuro il più famoso della Grecia e la cosa ci riempie di orgoglio. Spero di poter annunciare altre date estive a breve. Per quanto riguarda il prossimo disco in studio, ormai i brani sono stati completamente composti e a brevissimo inizieremo le registrazioni della batteria. Il nuovo album sarà a dir poco devastante. Suona come se gli Slayer stessero facendo una jam con i Candlemass ed i Meshuggah. Violento e pesantissimo.

Grazie mille Ignazio per il tempo che mi hai dedicato. A te l’ultima parola!

Grazie mille a te Stefano per il preziosissimo supporto che dai a me ed agli EVERSIN. Sono felice di poter contare su un portale professionale, valido e serio come Metal in Italy.
Onore a voi.