Home Interviste Karpenter: “Il palco è la vera prova da superare per una band”

Karpenter: “Il palco è la vera prova da superare per una band”

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Hanno da poco pubblicato il primo singolo “Dark Mountain Side”, ma non sono musicisti alle prime armi, perché provengono da esperienze precedenti. Stiamo parlando dei Karpenter, formazione Alternative Metal che affonda le proprie radici nelle terre scandinave. In attesa del secondo singolo e del primo EP, abbiamo posto loro alcune domande.

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Metal In Italy. Iniziamo subito con le presentazioni: chi sono i Karpenter, come nasce la band? Perché la scelta di questo nome?

Siamo una band formata da cinque irriducibili, che non sanno stare senza suonare. In passato oltre a frequentare lo stesso gruppo di amici, abbiamo condiviso spesso il palco con le nostre band (Fightcast e Creep). Una volta concluse le nostre rispettive esperienze ci siamo trovati per una birra, come spesso accade, ed è nata così questa nuova avventura. L’idea fondamentale alla base della band è quella di divertirsi, suonare quello che ci piace senza pressioni, aspettative e pregiudizi, prendendo tutto quello di buono che verrà. Il nome è un tributo al maestro John Carpenter; siamo dei consumatori seriali di film horror, molti dei nostri testi prendono spunto proprio da quelli.

Dal punto di vista del sound vi proponete di proseguire nel segno dell’esperienza precedente, ma con una vena sperimentale. Come siete giunti a questo “compromesso”? In quale direzione prosegue la vostra sperimentazione?

In passato ci preoccupavamo spesso che determinate scelte potessero essere “troppo poco metal” o che tutto dovesse essere necessariamente ultra-tecnico o imprevedibile. Ci siamo resi conto che a volte è più importante che una canzone scorra in modo naturale, che ci sia una sorta di progressione tra parti più “in your face” e altre di più ampio respiro, non necessariamente legate ai canoni del metal. Le fondamenta su cui costruiamo i pezzi sono le stesse di dieci anni fa, ma il modo in cui arrangiamo i pezzi è completamente cambiato. È difficile, ma allo stesso tempo molto stimolante!

Qual è la vostra formazione musicale? I vostri studi si concentrano prettamente in ambito “Metal”?

Io ho una formazione molto legata al Metal classico e all’Hard Rock degli anni ‘80, altri membri della band hanno avuto una formazione iniziale più vicina al Punk o al Nu Metal. Ovviamente abbiamo moltissimi punti di incontro, che sono la base su cui costruiamo i pezzi.

Ci sono delle band che influenzano in qualche modo la proposta musicale dei Karpenter?

Sicuramente il metal di matrice scandinava ha la maggiore influenza sul nostro sound. Credo si senta che abbiamo macinato i dischi degli In Flames, At The Gates, Dark Tranquillity, Amorphis, così come quelli più moderni dei Mercenary, Raunchy,ecc.. Ma, come dicevo prima, abbiamo anche allargato i nostri orizzonti. Potrei citarti alcune band come gli Strung Out o i Thrice tanto per rendere l’idea.

“Dark Mountain Side” è il primo singolo che avete pubblicato. Qual è stato il responso di chi lo ha ascoltato?

Devo dire che è stato molto positivo: quando abbiamo fatto uscire il video abbiamo avuto tantissime condivisioni, molte delle quali inaspettate. È stata apprezzata soprattutto la genuinità della proposta, credo si veda che quello che facciamo ci rappresenta e ci piace al 100%.

Oltre al singolo immagino che stiate lavorando su altri brani, ci sarà qualche uscita discografica nei prossimi mesi?

Uscirà un altro singolo molto presto, lo annunceremo proprio in questi giorni! In autunno torneremo in studio per registrare un EP, che contiamo di fare uscire entro la fine dell’anno. Cerchiamo di fare in modo che le fasi di scrittura e registrazione non siano troppo distanti tra loro, non vogliamo che i pezzi perdano quella spontaneità “da sala prove”. Più passa il tempo più vorresti cambiare tutto, ma in questo processo alla fine si perde sempre qualcosa.

Portare la propria musica sul palco credo che sia una grande soddisfazione per chi fa musica. Vi state preparando a questo evento?

Certamente, suonare su un palco davanti a chi ti sente per la prima volta o chi già conosce i tuoi pezzi è la vera prova da superare per una band, oltre ad essere un momento irripetibile di energia positiva. Non vediamo davvero l’ora, e ovviamente vogliamo farlo nel migliore dei modi. In estate dovremmo annunciare le prime date.

Avete scelto la via dell’autopromozione per farvi conoscere dal pubblico. State valutando la scelta di etichette/agenzie o preferite gestire il tutto in totale autonomia?

Non ci siamo dati limiti o vincoli di alcun genere; ci sono moltissime etichette/agenzie che non fanno nulla di più che stamparti il disco, metterlo online e farti spendere soldi, cosa che possiamo fare tranquillamente da soli. Poi c’è una piccola parte del mondo delle etichette/agenzie che svolge il proprio lavoro egregiamente e che riesce davvero a fare emergere le band con cui lavora. Si tratta di un impegno bilaterale ovviamente, nessuno ti regala niente, ma almeno sai che i tuoi sforzi possono essere ripagati in termini di visibilità e pubblico. Per ora vogliamo scrivere belle canzoni e credere nel nostro progetto, se questo ci porterà ad avvicinarci ad una di queste realtà professionali non ci tireremo di certo indietro.

Grazie ragazzi per questa chiacchierata, lascio a voi il compito di terminare con un messaggio da lasciare ai nostri lettori. A presto!

Non siamo degli “animali da social” ma sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Youtube c’è tutto quello serve per conoscerci. Quello che mi sento di dire ai lettori è di dare una possibilità a noi e, più in generale, alle band italiane. Ci sono moltissime realtà interessanti che meritano un ascolto e una possibilità in più. Basta guardare al movimento che si sta creando intorno alla IFMT (Imola), un vero terreno fertile per le band metal (nuove e non).

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