Home Recensioni Killin’ Baudelaire: “It Tastes Like Sugar” – Recensione

Killin’ Baudelaire: “It Tastes Like Sugar” – Recensione

SHARE

Quattro brani. Un piccolo assaggio. Che questo sappia di zucchero o no, spetta farlo decidere agli ascoltatori.
Di certo c’è che “It Tastes Like Sugar” delle Killin’ Baudelaire è il portfolio di una band giovane e carismatica, che impara in fretta, ma che soprattutto ha voglia di farlo.

Queste quattro ragazze sanno che per loro è tutto in salita. Essere di aspetto gradevole, soprattutto in questo ambiente, non ti spalanca le porte. Anzi. Motivo per cui non devi dare il massimo, ma di più.
La base c’è ed è un amalgama di rock non particolarmente elaborato, ma con sfumature d’impatto. C’è poi di fondo un’unità di base e di intenti che fa in modo che il prodotto sia facilmente assimilabile perchè denota sintonia tra i membri della band. Aspetto assolutamente da non sottovalutare perchè spesso l’errore in cui molti incappano è quello di voler far emergere determinati aspetti o personaggi.
Le Killin’ Baudelaire invece, a dispetto di un’immagine “aggressiva”, sono una cosa sola. Almeno dal punto di vista della produzione, in attesa che la confidenza con il palco porti le ragazze ad una maggiore sfrontatezza.
Le carte ci sono tutte.
Si gioca con la doppia voce di Gloria (main vocals) e Cleo (batterista), dove la prima è dotata di un graffio molto 70ies e non viene difficile immaginarla come guest in duetti con band più affermate e con la voce maschile principale.
Si gioca con la doppia chitarra di Francesca e Nixe, evidente soprattutto in “Riddle” dove le soluzioni stilistiche sono davvero interessanti.
Poi… sarà che la Gloria insegna inglese, ma la sua padronanza con l’idioma è perfetto e sappiamo bene quanti esempi negativi ci siano nel panorama italiano che dovrebbero prendere un attimo più di confidenza con la lingua straniera, piuttosto che offrire un maccheronico ed a volte imbarazzante “italinglish”.
Coraggiose nell’affrontare la prova cover: “Summer Sadness” di Lana DelRey è eseguita alla perfezione. Forse troppo. Un pizzico di personalizzazione in più non avrebbe fatto male.
In definitiva le Killin’ Baudelaire sono creta nelle mani dell’industria musicale. Hanno tutto da guadagnare e soprattutto sono un prodotto fresco.
Il tempo ci dirà se Cleo, Nixe, Gloria e Francesca sapranno vincere la loro battaglia personale, perchè ormai si è capito che far valere il proprio posto è diventata una sfida. Sarebbe bello sentirle, nel prossimo prodotto, con un sound ancora più graffiante ed incisivo. A questo ci si arriva solo se si ha personalità.
E le Killin’ ne hanno da vendere.