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Krifi Wag: “Discipline Delirium”, nuove traiettorie tra visione, mistero e perdita di forma

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Dopo aver mostrato due facce ben distinte della propria identità – l’urgenza istintiva e l’impatto diretto del secondo singolo “Living Loving Mad”, e la tensione emotiva e visionaria di “The Wild Ride” – i Krifi Wag alzano ulteriormente l’asticella e pubblicano il terzo estratto da Red Carpet Vol. 2. E questa volta, la direzione è ancora più audace.

GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=eT5RX2Jepo0

Qui la forma si dissolve. O meglio: viene volontariamente messa in discussione.

Il nuovo brano si muove su un terreno scivoloso e affascinante, dove un approccio compositivo d’avanguardia convive con un’anima rock sorprendentemente iconica e raffinata. È un pezzo che guarda avanti, che abbraccia una visione moderna e di ricerca, ma che allo stesso tempo non rinuncia a un certo senso di riconoscibilità emotiva. È proprio in questa tensione tra struttura e libertà che i Krifi Wag trovano uno dei loro punti più alti: lasciare spazio totale alla dimensione emotiva, anche a costo di perdere i contorni.

“Con questo brano volevamo dare un segno chiaro del nostro eclettismo,” racconta la band. “Siamo musicisti di ampio spettro, ci interessa perderci nella materia musicale e accogliere ogni elemento nella maniera migliore possibile.”

E infatti, più che un semplice singolo, questo pezzo suona come una dichiarazione di intenti. Un passaggio evolutivo. Dopo i primi due capitoli, i Krifi Wag sembrano pienamente consapevoli della traiettoria che stanno costruendo: Red Carpet Vol. 2 non è solo una raccolta di brani, ma un disco che ambisce a lasciare un segno, a inserirsi in quel raro spazio dove l’identità artistica supera la somma delle sue parti.

Il videoclip, diretto da Simone Bastianello e prodotto dalla band stessa, amplifica ulteriormente questa dimensione. Nato da un’idea dello stesso Bastianello, il video introduce la figura del mago Baldacciù, impegnato a preparare una pozione destinata a cambiare il mondo. Un’immagine potente, sospesa tra ironia e simbolismo, che restituisce perfettamente il carattere mistico e visionario del brano.

Video mistico per un pezzo visionario, appunto. Ma anche qualcosa di più: una rappresentazione visiva di quel senso di mistero e tensione che attraversa il suono dei Krifi Wag in questa fase della loro evoluzione.

Melodie introspettive, rispetto quasi maniacale per i dettagli, attitudine punk e una costante apertura verso nuove possibilità: i Krifi Wag continuano a muoversi fuori asse rispetto alle logiche più immediate della scena, costruendo un percorso che, pezzo dopo pezzo, acquista sempre più peso e coerenza.

E se i primi segnali erano promettenti, ora il messaggio è chiaro: questo è un disco che ha ancora molto da dire – e che potrebbe restare.