Home Interviste Onydia: “Il nostro è un concept che parla di speranza e di...

Onydia: “Il nostro è un concept che parla di speranza e di rivincita”

SHARE
onydia band

Gli Onydia sono nati da poco, in autunno arriverà il primo singolo, mentre l’album uscirà nel 2017, ma la band sembra avere le idee chiare su quello che sarà il percorso artistico da seguire. Abbiamo colto l’occasione per scoprire ulteriori dettagli ed avere una visione più completa di quello che sarà il loro concept.

Foto copertina di Gv. Photography – 800 ISO

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di metal in Italy. Iniziamo subito con la presentazioni: chi sono gli Onydia? Si tratta di un progetto nato da poco, da chi è costituito?

Eleonora: Ciao! Ciao a tutti.Gli Onydia sono costituiti da me alla voce, Luca Zamberti alla batteria e Daniele Amador alla chitarra. A settembre verranno annunciati pubblicamente gli altri componenti.

Tre di voi facevano parte precedentemente degli Elarmir, poi le strade si sono separate. Come mai questa scelta di lasciare la band?

Tutti: Nel corso degli ultimi mesi si sono rovinati tanti equilibri dal punto di vista personale e musicale. In conclusione, abbiamo preso strade diverse.

Tornando al nuovo progetto, da dove nasce il nome Onydia? Quale il suo significato?

Eleonora:Trovare un nome a un nuovo progetto da avviare è sempre un’impresa ardua. Il concetto principale lo ha tirato fuori Daniele in principio, ovvero, quello che sente ogni volta che compone musica è come un viaggio, un sogno mistico. Tutti e tre in quel periodo ci siamo messi a fare le ricerche più disparate sul sogno e il percorso mistico-ascetico, dalla filosofia alla religione; con Luca siamo giunti al concetto di Diafania, “la manifestazione di qualcosa di surreale e intangibile nel mondo reale”, cosa che è poi l’arte per noi no? L’arte, la musica e ciò che creiamo altro non è che la manifestazione della nostra creatività, ispirazione e essenza nel mondo reale. Così un bel giorno feci una proposta al mio fratellino di 10 anni, “e se mischiassimo due parole greche per inventarne una nuova? se mischiassimo Sogno e Diafania?”. E così è stato. Onydia è il mix di due parole greche Oneiro=sogno e diafanis=diafania/trasparente, il nome del nostro progetto è “la manifestazione del nostro sogno surreale nel mondo reale, ovvero la nostra arte, quello che proviamo quando creiamo”.

Dal punto di vista musicale quale sarà la direzione stilistica che seguirete? Ci sarà una certa continuità con la vostra esperienza passata?

Tutti: Ci siamo spostati verso una direzione più progressive unendo le influenze stilistiche di ognuno di noi. Crediamo che sia la strada giusta che rappresenta a pieno le nostre personalità.

Immagino che stiate lavorando a qualcosa di nuovo, a che punto sono le nuove composizioni? Avete già delle scadenze che vi siete prefissati?

Stiamo scrivendo i brani che faranno parte del nostro album di esordio. Nella prima settimana di ottobre uscirà il nostro primo singolo, seguito da un lyric video. Nell’autunno 2017 è prevista l’uscita del disco. Nell’arco di questo periodo non rimarremo fermi, ci saranno molte sorprese che non vi sveleremo adesso ma che scoprirete man mano.

Quali saranno i temi trattati dal vostro nuovo corso, i nuovi brani saranno incentrati su un concept o ognuno rappresenterà una storia a sè?

Eleonora: È un concept che parla di rinascita, di speranza. Rialzarsi dopo una brutta caduta e guarire più forti che mai. Una rivincita nei confronti delle avversità della vita. Tutti ci ritroviamo prima o poi sopraffatti dalla negatività o dalle brutte esperienze. Questo vuole essere un album che dà coraggio. Il messaggio è “non mollare perché ci sarò io ad accompagnarti”. Principalmente parlo del potere positivo che ha la creatività a riguardo, riuscire a darle un colore e una personificazione che ti prende per mano e accompagna il tuo tortuoso cammino con facilità.

È stato difficile cominciare tutto dal principio? Avete mai attraversato un momento in cui vi siete sentiti scoraggiati?

Eleonora: Come tutti. Credo faccia parte della vita attraversare periodi particolari ma è proprio questo il bello. Il tutto sta a non cadere, come dicevo prima, sono dell’idea che “puoi avvilirmi, distruggermi, uccidermi fisicamente, provare a cancellarmi ma finché io penso sono e quindi esisto, e la mia anima aleggerà nell’aria e prenderà forma in qualsiasi modo anche quando il mio corpo non ci sarà più”. Nessuno è onnipotente e immortale ma sicuramente l’arte è la manifestazione di qualcosa di meraviglioso…anche quando tratta temi negativi. Non dobbiamo demolire i periodi che ci scoraggiano perché possono essere quelli in cui si produce di più, ma soprattutto i periodi in cui si riflette e si trova la propria strada. Quindi, in conclusione, io dico grazie a tutte le persone e avvenimenti che hanno provato a farci sia del bene che del male, perché grazie a loro siamo cresciuti ancora di più.

Qual è il posto che possono occupare gli Onydia nel panorama musicale italiano? Quali le influenze che hanno contribuito alla formazione del vostro sound?

Tutti: Wow..che bella domanda! Non so dirti che posto occuperemo perché siamo solo agli inizi ma stiamo lavorando sodo per rendere questo progetto qualcosa in cui tante persone si possono rispecchiare. Riguardo alle influenze ci siamo fatti ispirare da diversi gruppi come Haken, Opeth, Kamelot, Anathema ecc…ma anche influenze degli stili più disparati e chissà…durante la scrittura si vedrà. Vorremmo abbracciare diverse fasce d’età e di gusto, collegando il tutto alle atmosfere dei testi.

Quali sono gli impegni per i prossimi mesi? Ci sono delle sorprese per chi vi segue?

Tutti: Da adesso in poi ci dedicheremo alla scrittura e alle registrazioni dei pezzi, daremo attenzione a ogni singolo brano. Nell’ottobre di quest’anno uscirà il primo singolo, così potrete ascoltare la direzione intrapresa di cui ti parlavo. Per il resto non posso anticipare molto sennò rovinerei le sorprese in cantiere…però posso dirti che terremo il fuoco caldo. Probabilmente già la prossima estate saremo attivi sul palco prima dell’uscita del disco.

Bene ragazzi, grazie mille per la disponibilità, lascio a voi il compito di concludere l’intervista con un messaggio ai nostri lettori. A presto!

Ciao a tutti e grazie per averci dedicato questo spazio e il vostro tempo. A presto!