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Profiles In Terror: “A Painful Birth”

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Il debutto dei romani Profiles In Terror è un concentrato di potenza esplosiva, “A Painful Birth” consta di sei brani ben concepiti ed eseguiti, unica pecca è sicuramente una produzione non proprio cristallina, ma si tratta comunque di un peccato veniale al quale è sempre possibile porre rimedio.

Procediamo con ordine: il sound dei Nostri affonda le proprie radici in generi quali Thrash Metal, Death Metal di matrice svedese, con alcuni riferimenti al Metal tradizionale, una miscela interessante che conferisce dinamicità ad ogni brano. Il quintetto dimostra di avere le capacità tecniche adeguate per dar vita a qualcosa di interessante, a dimostrarlo ci pensano le chitarre di Matteo Del Ferraro e Antonio De Simone, con un riffing che alterna parti articolate ad altre più cadenzate e dotate di groove. Stesso discorso per la sezione ritmica: il basso di Federico Bardzki e la batteria di Emiliano Paola sostengono egregiamente il lavoro svolto dai due axemen, in particolar modo balza all’orecchio il drumming possente di Emiliano, a suo agio sia nelle parti più lente che in quelle tirate. Per quanto riguarda le vocals di Emanuele Capelli, il singer riesce ad alternare screamings e growlings con naturalezza, adeguandosi perfettamente al tappeto musicale sottostante.

Ad aprire le danze ci pensa “Ravenous”, brano che dopo una breve intro elettronica esplode in tutta la sua rabbia con un riff cadenzato che trova la giusta evoluzione in un mid tempo di chiaro stampo Death Metal; la seguente “Waiting For Salvation” ha un incipit che si accosta maggiormente al filone Nu Metal, ma è soltanto la prima impressione, perché successivamente il discorso viene ricondotto a quando detto in precedenza, con il double kick drumming di Emiliano che scandisce il tempo. In “Blood Sweat And Tears” l’inserimento di qualche passaggio vagamente melodico favorisce variazioni strutturali che spezzano il ritmo costante del brano. “Take A Look Inside My Mind” si caratterizza per una pregevole parentesi che vede un arpeggio di clean guitar fare da base ad un assolo davvero ben congegnato. “Noises” e “Sleep In The Fire” si inseriscono nel solco della continuità con i brani precedenti, risultando comunque piacevoli e ben strutturati.

Analizzando “A Painful Birth” nel suo insieme, si può affermare che i Profiles In Terror possono ambire a ricoprire un ruolo da protagonisti nel panorama Metal italiano e non solo, dimostrano di avere le idee ben chiare e di aver appreso la lezione impartita dai mostri sacri del genere. Tutto ciò, unito alle competenze tecnico-compositive di ogni singolo musicista, lasciano sperare in un futuro caratterizzato da un sound dotato di maggiore personalità.