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Vexovoid: il Thrash Metal che viene dallo spazio

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Vexovoid

I Vexovoid sono autori di un Thrash Metal spaziale, nel vero senso della parola. Il loro Ep “Heralds Od The Stars” (leggi qui la recensione) ne è la dimostrazione. Abbiamo condotto un’intervista con la band, attualmente in cerca di un batterista, ma la nostra chiacchierata risale a qualche giorno fa, quando ancora non c’era questa necessità. Speriamo possano trovare al più presto un valido sostituto.

Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Metal In Italy. Iniziamo subito dalle presentazioni: come nascono i Vexovoid? Siete una band nata nel 2013, ma dimostrate grande coesione e professionalità.

Ciao a voi di Metal in Italy e grazie dell’interessamento! Dunque, vediamo da dove iniziare… Ciascuno di noi proviene da progetti completamente diversi: Leo aveva una band Death Metal Melodico (i Violent Sun), Danny suonava la chitarra in un gruppo Thrashcore, i Reanimaniacs, e Totò ha militato contemporaneamente in svariati gruppi Black Metal nel sud Italia ( Dark Secret e altri ). Ci siamo trovati a suonare tutti insieme nei senesi “Drunken Corpse”, dove si è creato subito un forte affiatamento e abbiamo deciso di dedicarci anche ad un progetto nuovo, che abbracciasse i rispettivi generi di appartenenza, ma che suonasse abbastanza fresco all’interno del panorama italiano. Da allora si iniziò a parlare di Vexovoid.

“Heralds Of the Stars” è uscito a dicembre del 2014, quindi è fuori già da qualche mese, che tipo di riscontro avete avuto da parte dei fans?

Siamo stati accolti molto bene dal pubblico (oltre ogni nostra aspettativa se possiamo essere sinceri) sia in Italia che all’estero e vorremmo ringraziare chi ha creduto e sta credendo in noi.

Come mai la scelta di pubblicare un Ep? E’ stata una scelta per sondare il terreno e vedere quale sarebbe stata la risposta del pubblico?

Si, se volessimo dare una risposta professionale. Siamo molto aperti alle critiche perchè vorremmo cercare di fare qualcosa di qualità al meglio delle nostre capacità, ma in realtà abbiamo pubblicato un Ep perchè morivamo dalla voglia di esordire e portare la nostra musica a più persone, il prima possibile.

Parliamo del vostro sound: la matrice è sicuramente Thrash Metal, che io apprezzo moltissimo, ma è comunque dotato di personalità, il vostro stile è riconoscibile, voi come lo descrivereste?

Il nostro è un Progressive Thrash Metal molto ispirato a Vektor e Voivod, al quale abbiamo aggiunto qualcosa di nostro. Cercavamo un sound un po’ particolare perchè adoriamo il Thrash, ma l’Italia è già piena di band molto valide di questo genere.

Da dove nasce questa passione per il mondo sci-fi? Ci sono riferimenti, nell’artwork, nelle liriche, ma anche nella musica stessa…

La passione per la Fantascienza e l’Horror ci ha accomunati fin da subito. Tutti noi amiamo il cinema di questi generi e Danny è un avido lettore (per non parlare di tutto il tempo che abbiamo speso sui videogiochi) e quando abbiamo deciso di formare un gruppo insieme abbiamo preso tutto questo come spunto su cui lavorare. Dato che l’unione tra il Thrash e l’Horror ci sembrava ormai scontata, abbiamo deciso di abbandonare tutto e lanciarci verso lo Spazio.

L’ep è stato autoprodotto, registrato negli studi di Leonardo, direi che avete fatto un lavoro eccellente, potreste raccontarmi come sono andate le fasi di composizione e registrazione dei brani?

La composizione dei pezzi in generale si struttura più o meno cosi: Leo scrive il pezzo in versione “embrionale”. Quando ci ritroviamo in sala per suonarlo tutti insieme, si discute e si apportano modifiche alla struttura o ai riff nello specifico. Alla fine lo si registra cosi da poterlo ascoltare in maniera più obbiettiva e Danny passa alla scrittura dei testi. Le registrazioni sono andate un po’ a rilento a causa della distanza che purtroppo ci impedisce di vederci regolarmente (essendo Leonardo e Totò di Siena e Danny di un paesino in provincia di Massa e Carrara)

Ovviamente a me “Heralds Of the Stars” è piaciuto molto, state lavorando ad un full length? Comunque in futuro utilizzerete la stessa formula? Mi riferisco all’autoproduzione…

Si, stiamo lavorando su alcune tracce al momento e siamo già a buon punto. Per ora ci stiamo concentrando sulla composizione in modo da dare unicità e personalità ai pezzi in vista del full length. Abbiamo già preso accordi con un etichetta per la futura distribuzione, ma rimarremo fedeli all’autoproduzione per quanto riguarda le registrazioni.

Come giudicate la scena metal italiana? Ci sono delle band valide, secondo voi? Come mai nel nostro Paese è sempre stato difficile emergere?

Come abbiamo già detto prima, la scena è piena di band molto valide: Game Over, Mad Maze, Subhuman, Ancient Dome, Sofisticator, Ultra-Violence (solo per citarne alcune…) Per il discorso della difficoltà di emergere se ne potrebbe parlare fino a domani… Inutile dire che il metal è sempre stato un genere molto bistrattato nel nostro paese. Sarà perché l’industria musicale non ha visto nel genere un particolare potenziale economico. Sarà perchè condividiamo il suolo con lo stato cattolico per eccellenza e quindi il metal è sempre stato demonizzato più che in altri paesi. Ma se escludiamo questi e altri motivi ovvi, restano moltissimi fattori che remano contro i gruppi partendo proprio dalla scena stessa: persone che difficilmente si spostano per i concerti, band che lottano le une contro le altre, organizzatori di eventi che si boicottano a vicenda, locali che utilizzano gruppi per riempire serate vuote lasciando alla band tutto il compito della promozione (e non apriamo nemmeno la parentesi Pay To Play). E’ la mentalità delle persone la prima cosa ad essere sbagliata e ad impedire al genere, di guadagnarsi il suo spazio in una situazione già difficile di per sé.

Capitolo live, ci sono delle date in calendario? Come state promuovendo l’uscita dell’Ep?

Il lancio “ufficiale” (se così si può dire) è avvenuto il 13 dicembre al Rock Hard festival a Trezzo sull’Adda dove Leonardo e Danny si sono presentati armati di 100 copie limitate autoprodotte, che sono state brutalmente distribuite alle persone presenti al concerto. Quella sera chiunque avesse avuto una maglia dei Vektor o dei Voivod ha automaticamente vinto un cd, sulla fiducia. E’ una pratica che è già stata utilizzata in contesti Punk o Thrashcore, raramente abbiamo visto farlo nel Metal e non vi dico le risate che ci siamo fatti nel vedere metallari confusi che si sono ritrovati un cd gratis in mano.
Il discorso “live” è un po’ il nostro punto debole per ora. Poco dopo l’uscita dell’EP il nostro batterista Totò è dovuto tornare in Sicilia per alcuni problemi personali, fino a tempo indeterminato. Solo ora abbiamo trovato un sostituto, Mattia Mornelli degli Human Decay, e presto saremo pronti per calcare il palco…la fortuna non è stata dalla nostra parte, ma sono cose che succedono.

Bene ragazzi, l’intervista è conclusa, vi ringrazio per il tempo che ci avete dedicato. A voi l’ultima parola!

Grazie a voi per l’intervista, speriamo di vederci tutti il prima possibile, così dopo una serata all’insegna del Thrash potremo fermarci insieme e discutere del perchè John Carpenter ci ha regalato solo cult, del perchè il seguito di Alien potrebbe essere un’idea interessante e quanto una serie TV su Dune sarebbe molto meglio del Trono di Spade. (Per chi gioca a Starcraft, League of Legends o Heroes of the Storm ci si trova anche molto prima!)
Per tutti gli altri sempre e comunque En Taro Thrash!