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Vivaldi Metal Project: il sogno (possibile) di far convivere musica classica e Prog

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Non ci sono più le mezze stagioni… e neppure quelle intere, o almeno non ci sono quelle a cui ci aveva abituato Antonio Vivaldi.
Il metal ci ha messo il suo zampino e grazie all’incontro vincente tra due musicisti ha preso vita il Vivaldi Metal Project.
Le due menti sono Mistheria, tastierista che vanta collaborazioni con Bruce Dickinson, Rob Rock, Roy Z, Mark Boals, John West, John Macaluso e molti altri, ed il bassista Alberto Rigoni.

Il Vivaldi Metal Project diventa quindi un All Star Band che vede la partecipazione di:

Rick Wakeman (Yes)
– Dani Loble (Helloween)
– Chris Caffery (Savatage)
– Rolf Pilve (Stratovarius)
– Sean Tibbetts (Kamelot)
– Mark Wood (Trans Siberian Orchestra)
– Jeffrey Revet (Stream of Passion)
– Victor Smolki (Rage)
– Henrik Klingeberg (Sonata Artica)
– Marco Sfogli (James La Brie)
– Wade Black (Crimson Glory, Leatherwolf)
– Fabio D’Amore (Serenity)
– Fabio Lione (Angra, Rhapsody of Fire)
– Steve Di Giorgio (Death, Sadus, Obituary)
– Lars Lehmann (Uli Jon Roth, Vinnie Moore, Gus G)
– Tommy Denander (Paul Stanley, Alice Cooper, Toto)
– Mike Le Pond (Symphony X)
– Andreas Passmark (Royal Hunt)
– Srdjan Brankovic (AlogiA, Expedition Delta)

e moltissimi altri!

Approfondiamo il discorso con i diretti interessati!

Ciao ragazzi! È un piacere per noi di Metal In Italy ospitare sulle nostre pagine un progetto come il Vivaldi Metal Project. Iniziamo con la domanda che tutti vi pongono: da dove nasce l’idea di dar vita ad una formazione “allargata” che rivisita in chiave Metal l’opera di Vivaldi?
MISTHERIA: Grazie a voi, piacere nostro! L’idea nasce dalla passione che ho per il compositore veneziano sin dai primi anni dei miei studi classici in Conservatorio. Negli anni si è sviluppata ma doveva arrivare il momento giusto per realizzarla. Momento che si è concretizzato nell’Inverno del 2013. La “formazione allargata” è quasi un mio “marchio di fabbrica” dato che amo collaborare con molti artisti quando realizzo i miei albums, e il VMP ne aveva bisogno davvero di strepitosi per essere realizzato.

La musica classica faceva parte della vostra vita anche prima di intraprendere questo cammino? La vostra formazione musicale ha riguardato anche gli studi classici?
M: Sono diplomato in “Organo e Composizione” in Conservatorio, ho iniziato lo studio della musica con la Classica, poi sono entrato nel mondo del Metal e ho una grande passione per entrambi i generi.

ALBERTO RIGONI: I miei genitori hanno sempre ascoltato, e tutt’ora ascoltano, musica classica. Diciamo che però il mio background è più quello del progressive rock e metal. Direi che c’è indubbiamente compatibilità tra i generi 🙂

Vivaldi Metal Project è una realtà che mette insieme un numero davvero enorme di musicisti; quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato in questo senso?
M: Non ci sono stati grandi difficoltà. La passione, la professionalità e l’entusiasmo di tutti i partecipanti ha reso tutto molto fluido. Ovvio, qualche aggiustamento strada facendo è stato necessario anche per gli impegni degli ospiti tra concerti, tour, impegni privati. Per il resto, un’esperienza davvero bella ed eccitante!

Come vengono registrate le varie parti? Avete un punto d’incontro o i vari musicisti hanno registrato nei loro rispettivi Paesi per poi mettere tutto insieme grazie alle moderne tecnologie?
AR: Naturalmente ci sarebbe piaciuto molto avere un punto di incontro fisico ma per ovvie ragioni, sia logistiche che di budget, non è stato possibile, quindi ogni artista ha registrato in maniera autonoma e poi ci ha inviato le tracce online. Ormai è diventata una prassi per noi lavorare in questo modo.. ha lati positivi e negativi.. sicuramente oggi con la tecnologia si possono fare cose che prima non si potevano nemmeno immaginare. Si perde però un po’ il contatto con la realtà….

Il progetto è nato nel 2013, a che punto siamo con la realizzazione dell’opera? Ci sono delle tracce già ultimate?
M: Il progetto va avanti, cresce e si avvicina al suo completamento giorno per giorno, stiamo finendo quasi tutte le sezioni strumentali e iniziando in questi giorni le registrazioni con i cantanti. A seguire, tra Dicembre e Gennaio 2016, registreremo il Coro “Angel Manolov” in Bulgaria e la Sinfonietta Consonus Orchestra in Polonia. Tracce ultimate non ancora, ma manca davvero poco…

Che criterio avete utilizzato per riarrangiare la musica di Vivaldi? Mi spiego meglio: immagino che il vostro impegno sia volto all’interpretazione, più che alla mera esecuzione, non è vero?
M: Il criterio di base che ho fermamente voluto è stato essenzialmente uno: arrangiare la partitura originale insieme ad una buona dose di composizione, un lavoro non semplice da farsi mantenendo omogeneità e continuità di stile. Il risultato ottenuto è qualcosa di fantastico grazie ad un gruppo di arrangiatori che mi ha lasciato, giorno per giorno, provino dopo provino, davvero senza parole ed emozionato! Un lavoro incredibile di cui sono davvero grato a tutti, scoprite chi sono questi fantastici musicisti: http://www.vivaldimetalproject.com/arrangers/

Vivaldi Metal Project è destinato a vivere solo su supporto digitale o pensate che sarà possibile portarlo anche sul palco?
AR: Crediamo sia possibile portarlo sul palco, sicuramente però dovremo pensare a una formazione ridotta, è impensabile (anche se sarebbe bello) più di 100 artisti da tutto il mondo in una formazione live…

Il connubio tra Metal e Classica è evidente ed in molti lo hanno messo in pratica, c’è una band che ammirate particolarmente per il modo in cui ha permesso a questi due mondi di incontrarsi?
M: Direi sicuramente che Yngwie Malmsteen ha portato ha fatto conoscere ed apprezzare negli anni ’80 questo connubio tra Metal e Classica. Negli anni a seguire il fenomeno si è allargato fino all’attuale fenomeno del Symphonic Metal che annovera molte bands davvero eccellenti.

Nel corso degli ultimi due anni c’è stato mai un momento in cui vi siete sentiti demoralizzati e magari vi siete chiesti se sareste mai arrivati al traguardo?
M: Mai! Grazie al fantastico gruppo di lavoro che si è creato è stato un percorso pieno di soddisfazioni da parte di tutti. Certo, un percorso in salita per la mole enorme di lavoro richiesto da parte degli arrangiatori, musicisti, cantanti, collaboratori, ma tutti hanno dato e danno il loro massimo, ognuno pienamente responsabile del proprio compito. Un impegno profuso quotidianamente e per cui, Alberto e io, ringraziamo davvero tanto.

Bene, l’intervista è conclusa e lascio a voi il compito di terminarla con un messaggio per i nostri lettori. A presto!
AR: Grazie mille per questa intervista Stefano! Per chi volesse supportare la campagna di raccolta fondi per questo progetto può farlo a questo link: CLICCA
HORNS UP!!!! \m/