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Vultures: “Cross” – Recensione

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Se avessero a disposizione più date live e più passaggi di video in tv i Vultures sarebbero i nuovi idoli del mondo teen ribelle che si accosta alle sonorità del metal, piuttosto che seguire il trito e ritrito pop di oggi.
Con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte, eppure il combo di Verona meriterebbe qualcosa in più. Prima di tutto per loro stessi, per poter crescere da un punto di vista stilistico e maturare quel quid che possa dar loro la vera impronta distintiva.
I Vultures propongono un new metalcore, vale a dire un metalcore condito da atmosfere e melodie. Alcuni passaggi dell’EP “Cross” sono ricercati, come l’intro ed il refrain di “Sink Deep In Me”, il brano migliore.
“Cross” vuole essere un biglietto da visita: una sorta di book fotografico in cui mostrare il meglio.
Effettivamente i Vultures sanno suonare: dal punto di vista dell’esecuzione la band risulta ineccepibile.
Per gli amanti del genere è un piacere ascoltarli. Si rischia però di farlo con poca attenzione, perchè l’offerta musicale ormai è nota. Va detto però che i 5 hanno una grande energia e mentre scorrono i pezzi dell’Ep è facile chiudere gli occhi ed immaginarli dal vivo mentre creano il delirio (in “Escaping” l’immagine del pogo della folla è una certezza).

L’impressione è che al gruppo tutto il resto non interessi: loro hanno un’idea ben precisa di far musica e proseguono quella strada senza indugi. Un’ulteriore impressione è che in cantiere ci sia ancora altro materiale sul quale lavorare e con il quale sperimentare. Loro osservano, prendono il meglio da ogni influenza musicale per poi mixarlo con il proprio “io” e replicarlo.
Se restassero confinati nel genere proposto rischierebbero di bruciarsi.
A mio avviso le qualità vocali di Simone Cristanelli vanno al di là dello screaming. Oliver Sykes (Bring Me The Horizon) se si vuol fare un paragone, fondamentalmente non conosce altro oltre alla voce tirata ed urlata. Qui invece ci troviamo dinanzi ad un potenziale assolutamente da sviluppare e sarebbe un peccato non oltrepassare quell'”incrocio”, mettere la freccia a sinistra e sorpassare clichet e pacchetti preesistenti.