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Wings Of Bea – parla Cadaveria: “Il mio contributo per far crescere il Fest”

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E’ la signora del Metal italiano che vive a poca distanza da Santhià, cittadina in provincia di Vercelli proprio dove viveva Bea, giovane, sportiva ed amante della musica. Cadaveria non sapeva che poco distante da casa sua la comunità aveva organizzato un festival per ricordare la studentessa morta in seguito ad un incidente stradale. Così come non sapeva che una sera d’estate a Santhià avrebbero suonato gli M-Pire of Evil. E’ stata quella la molla che ha fatto scattare Cadaveria: “Devo saperne di più e se posso devo aiutare queste persone”.
Ecco come è nata la collaborazione tra Cadaveria ed il Wings Of Bea Fest.

L’intervista:

Ciao Cadaveria e grazie per questo spazio. Lo scorso 31 dicembre si sono chiuse le candidature per partecipare al Wings Of Bea 2016. In quanti hanno risposto e, più in generale, come è stata la risposta?
Ciao, grazie a voi. Wings of Bea, come festival gratuito e a sfondo benefico, ha bisogno di sostegno per crescere, quindi mi fa molto piacere il vostro interessamento. Le band che si sono candidate sono in tutto 110 e provengono per il 95% dall’Italia e per il resto da Francia e Svizzera. La risposta è stata ottima ed in crescita rispetto agli anni scorsi, sia in termini quantitativi che qualitativi. Tra le band che si sono proposte ce ne sono alcune, mi pare 5 o 6, che hanno già suonato in una delle edizioni passate. Il festival preferisce dare spazio a chi non ha ancora suonato sul suo palco, quindi anche quest’anno si punterà su nomi nuovi (salvo cambiamenti di cui non sono a conoscenza), ma il ricandidarsi di alcune band è un segnale importante, che dimostra che chi vi ha già preso parte è rimasto soddisfatto e questa è una cosa a cui Mauro e Antonella, i fondatori del festival nato in memoria della loro figlia Bea, tengono tantissimo.

Possiamo già azzardare una sorta di bill, quanto meno numerico?
Il festival si svolge da venerdì sera a domenica e le date per il 2016 sono 20, 21 e 22 maggio. Il venerdì sera è dedicato alle tribute bands, quindi la sera del 20 suoneranno tre gruppi che appunto fanno tributi a band metal (in passato anche rock). Il sabato e la domenica si parte dal pomeriggio (l’anno scorso è cominciato alle 16.30) e si va avanti fino a mezzanotte o poco più con band metal che fanno musica propria. Ogni band ha a disposizione 45 minuti, i cambi palco sono veloci, quindi a livello numerico, se viene confermato l’orario di inizio dell’anno scorso, il bill sarà composto da circa 16/18 band. La famiglia Bedon sta ultimando le selezioni e credo che i nomi usciranno nell’arco di un paio di settimane. Questa è la pagina FB da visitare per gli aggiornamenti: https://www.facebook.com/MaratonaRock

Recentemente sono stati pubblicati alcuni video dell’edizione 2015. Che ricordi hai?
E’ stata un’ottima edizione, a partire dal meteo che ci ha graziati, fino alla partecipazione del pubblico, numeroso fin dalla prima sera e davvero notevole nella serata intermedia, chiusa dai Destrage. Questo ha permesso all’Associazione XBea, costituita per dare forma giuridica al festival, di effettuare importanti donazioni rivolte come sempre ai giovani e di destinare un budget per un impianto audio più performante, che sarà in uso da quest’anno (per maggiori informazioni sulle attività dell’associazione vi rimando al sito http://www.maratonarock.it ). Per me ogni edizione è una festa, in cui spero tutti si divertano e nella quale cerco di stemperare, con qualche boccale di birra, le “tensioni” accumulate nelle settimane precedenti, perché il lavoro che c’è dietro al WoB è davvero immenso.

Come mai ci sei anche tu nell’organizzazione del Fest?
Nel 2012 alcuni amici una sera mi hanno detto: la scorsa settimana siamo andati a vedere gli M-Pire of Evil a Santhià. Io abito a 15 km da Santhià, come mai non lo sapevo che suonavano? Si sa che uno dei punti cruciali per la buona riuscita di un evento è la promozione e fino al 2012 Maratona Rock (così si chiamava il festival nei primi tempi) era stata pubblicizzata dagli organizzatori attraverso canali tradizionali, quali affissioni di manifesti in loco e nei paesi limitrofi. Successivamente ho conosciuto Mauro e Antonella, ho appreso la ragione per cui è nato il festival e ho visto con quanta passione lavoravano al progetto, così ho deciso di accettare il loro invito a collaborare per far crescere il festival. Ho messo a loro disposizione la mia esperienza, la mia rete di contatti e le mie competenze in ambito grafico, web e social network e nel 2013, primo anno di mia collaborazione, ho suonato al festival (gratuitamente come fanno tutti i gruppi emergenti) con i CADAVERIA, per richiamare il nostro pubblico all’evento. Il metal ha sempre trovato difficoltà ad affermarsi nelle piazze di paese, ho pensato che quello che avevano fatto fino al 2012 fosse davvero meritevole di attenzione e ho deciso di dare una mano, ma in sordina. Non volevo che diventasse il festival organizzato da Cadaveria. Anche per questo non sono io a dare l’ok o meno sulle band, ma se mi chiedono posso dire se un gruppo grind è bravo o meno a suonare al di là del casino che fa.

Con quali propositi nasce il WoB?
Mauro e Antonella hanno perso la loro giovane figlia Beatrice, amante della musica metal, in un incidente stradale. Maratona Rock è nato per ricordarla. Il primo anno alcuni amici di Bea si sono ritrovati in un piccolo palco in piazza per suonare per lei. Da lì in poi la cosa è cresciuta man mano, fino a diventare un festival di 3 giorni. Il proposito principale è quindi ricordare Bea attraverso la musica che lei amava, il metal appunto. Dopo alcuni anni in cui Maratona Rock ha dimostrato che avere metallari in piazza non è sinonimo di disordini, il festival ha cambiato nome, accogliendo al suo interno il moniker “Metalfest” sempre un po’ temuto nelle realtà di provincia. Un secondo proposito, non meno importante, è quello di raccogliere denaro da destinare ad opere di beneficenza che hanno a che fare con i giovani. Tutto questo si può fare grazie al ricavato dalla vendita di cibo, bevande e merchandise e grazie alla collaborazione dei volontari e di alcuni sponsor (ad esempio Menabrea per la birra). Credo che allo stesso tempo Wings of Bea abbia il merito di promuovere concretamente e alla luce del sole (sia perché si suona all’aperto anche di pomeriggio, sia perché tutte le scelte artistiche vengono fatte in estrema trasparenza) il panorama metal underground italiano e di essere un evento piacevole da vivere.

Parlando invece dei CADAVERIA, siamo alle soglie di una serie di date tra Italia e Francia. Oltre alla fase live ci si sta impegnando anche su musica nuova?
Si siamo impegnati con alcuni live europei fino all’estate e forse quest’anno si concretizzerà anche un mini tour in Brasile a cui stiamo lavorando da tempo. Abbiamo in cantiere nuova musica ed è probabile che ci saranno novità discografiche nel 2016, che tra l’altro è il nostro 15° anno di attività. L’occasione è buona per fare uscire qualcosa di nuovo.

Grazie del tuo tempo, ci vediamo onstage!
Vi aspetto!