Home Interviste Exhume To Consume: “L’underground è una vera e propria cultura, alimenta la...

Exhume To Consume: “L’underground è una vera e propria cultura, alimenta la scena”

SHARE

Gli Exhume To Consume hanno pubblicato nei mesi scorso il loro EP d’esordio “Let The Slaughter Begin” (la recensione), primo capitolo per la band fondata da Gianluca Lucarini, chitarrista che ricordiamo per la sua militanza anche in Degenerhate e Rome In Monochrome. La band ha subìto recentemente alcuni cambi di formazione, ma sono in arrivo diverse novità, perché la band sta lavorando al primo full length e ad alcune date live. Ne abbiamo parlato proprio con il fondatore.

Ciao Gianluca, bentornato sulle pagine di Metal In Italy. Con te abbiamo già parlato di Degenerhate e Rome In Monochrome, ma oggi siamo qui per gli Exhume To Consume. Com’è nata l’idea di questa band? Perché hai scelto questo nome che fa riferimento al brano dei Carcass?

Ciao Stefano, bentrovato e grazie ancora per la tua disponibilità, nell’ospitarmi sulle pagine di Metal In Italy. Ho formato gli Exhume To Consume, perché ho sempre amato il Brutal Death metal e mi è sempre piaciuto suonare questo tipo di musica. Una volta trovati i membri giusti, non mi sono fatto scappare l’opportunità, ed ho messo su la band. Ho scelto questo nome, perché cercavo un monicker originale e che rimanesse impresso, e siccome i Carcass sono per me una fonte inesauribile d’ispirazione (oltre che essere una delle mie band preferite di sempre), la scelta è ricaduta su Exhume To Consume.

Tu sei il fondatore della band, nel corso dei mesi hai scelto i musicisti che ti accompagnano in questo percorso. Ce li puoi presentare?

La lineup orginale era composta da me alla chitarra, Alessio Reggi all’altra chitarra(con me anche nei Rome In Monochrome), Marco Paparella al basso (con me anche nei Rome In Monochrome e nei Degenerhate), Stefano Soprani alla batteria, e Sergiu Mircescu alla voce. Recentemente, abbiamo avuto un cambio di formazione, anzi, ne approfitto per presentare Luis Maggio (Bloodtruth, Sudden Death) come nuovo vocalist, ed Andrea Pro come nuovo batterista (Sudden Death, Martyrium).

Il processo di gestazione del primo EP “Let The Slaughter Begin” è stato molto rapido. Come è avvenuta la composizione dei brani? Perché hai scelto la formula EP con quattro brani?

Io ho composto i brani, che poi abbiamo arrangiato tutti insieme, e che in fase di registrazione abbiamo ulteriormente perfezionato. Mi sono detto: abbiamo quattro brani finiti, registriamoli, facciamo uscire un minicd, ed intanto diamo al mondo un segnale della nostra presenza.

Nella recensione ho scritto che c’è spazio anche alla melodia, in un unico passaggio, ovvero l’arpeggio clean del penultimo brano. Soluzione inusuale per il genere proposto, ma che ben si amalgama con il resto. È stato un modo per sorprendere l’ascoltatore?

No, è stata una cosa spontanea che ci è venuta in fase di songwriting. Volevamo un sound “libero” da quelli che sono i cliches del genere e, quindi, abbiamo scritto quello che ci è venuto senza preoccuparci troppo. L’unico punto fermo era quello di ottenere un sound originale, non ci interessa suonare come 1000 altre bands.

Slam/Gore/Brutal sono definizioni che “confinano” una band nell’underground, nel senso che si tratta di generi di nicchia. Credi che i musicisti che si dedicano a questo tipo di musica preferiscano muoversi nel sottobosco, piuttosto che massificarsi?

Sicuramente, essendo generi molto estremi, tendono per vocazione naturale a rimanere nell’underground, anche se ci sono esempi di bands estreme italiane (mi vengono in mente i Fleshgod Apocalypse), che hanno sdoganato fuori dall’underground sonorità molto estreme.

Rimanendo in tema, io credo che l’underground sia una vera e propria cultura, libera da costrizioni dettate da regole di mercato. Sei d’accordo con me?

Sono d’accordo con te che l’underground è una vera e propria cultura, nonché il propellente che alimenta la scena. Sul fatto che sia libero da costrizioni dettate dalle regole di mercato, sono d’accordo a metà, nel senso che non è una verità assoluta…purtroppo…

Ci sarà la possibilità di vedere gli Exhume To Consume dal vivo? Quanto è importante secondo te l’attività live per una band? Alla luce anche della disaffezione degli ascoltatori nei confronti dei concerti…

Stiamo lavorando per portare on stage “Let The Slaughter Begin”, forse a fine anno abbiamo delle date. L’attività live è fondamentale per una band, è lo strumento principale di promozione per un gruppo che si vuole far conoscere.

La promozione delle tue band è rivolta sia al pubblico italiano che a quello estero, che tipo di responso hai ottenuto al di fuori del nostro Paese?

I responsi all’estero sono molto buoni, pensa che per gli Exhume To Consume abbiamo un pubblico che ci segue da oltre 60 paesi nel mondo! Abbiamo spedito cd in ogni angolo del globo praticamente! Siamo molto contenti per questo, anche se ovviamente, ci piace avere anche un buon seguito anche in patria.

Prima di concludere, stai già pianificando il futuro della band? Quali le prossime iniziative?

Sicuramente delle date live come ti accennavo sopra, poi a Dicembre inizieremo a scrivere il nostro primo full lenght album.

Bene Gianluca, ti ringrazio per l’intervista e, come sempre, lascio a te l’ultima parola…un messaggio per i nostri lettori. A presto!

Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità, poi invito tutti i lettori a seguirci sulla nostra pagina Facebook, per rimanere sempre aggiornati sulle attività degli Exhume To Consume.
STAY HUNGRY GHOULS!!!