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Logical Terror: “Quando Björn ci ha detto sì, è stato come tornare bambini e ricevere la prima caramella”

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Il suono è veemente, ma in realtà dietro l’aspetto da duri c’è una predilezione per la melodia che ha fatto di “Ashes Of Fate” (la recensione), il nuovo album dei Logical Terror, il disco della maturità.
La band ne è consapevole e si mostra estremamente soddisfatta del risultato. Fiera anche del fatto di essere riuscita a portare nel disco personaggi come Björn Strid dei Soilwork che hanno rappresentato una delle maggiori ispirazioni per Emi e soci.

L’intervista:

Ciao ragazzi! Benvenuti sulle pagine di Metal In Italy. Cominciamo le presentazioni di rito: quali sono i momenti fondamentali della vostra carriera?
Emi: Ciao a te e grazie per lo spazio che ci offri con questa intervista!!!! Essenzialmente i LOGICAL TERROR nascono come una collaborazione tra vecchi amici
provenienti da diversi gruppi che nel 2010 trovano il momento ideale per unire le proprie forze nell’intento di dar vita a una band che potesse incanalare la voglia di rinnovarsi, e di proporre qualcosa di “diverso”. Il primo step è stato buttarsi a capofitto nella creazione di un album che rispecchiasse l’intento di sperimentare, così insieme ai nostri fidati fratelli della Dysfunction Productions ha visto la luce “Almost Human”; Un concept album che ci ha dato l’opportunità di suonare in giro per una buona parte d’italia e di poter avere l’opportunità di aprire i concerti di band come Sepultura, Arch Enemy, Soilwork, Mnemic, Primal Fear, Darkane, Engel, Raunchy ecc ecc…
Sinceramente credo che ogni passo fatto, da “Almost Human” ad oggi, sia stato fondamentale per la crescita dei LT, perchè ogni esperienza fatta ci ha arricchito, e aiutato nella strada che ci ha poi portati a creare il nostro secondo album “Ashes Of Fate” che a mio modesto parere segna una grossa crescita artistica per la band!!!!!

Tra “Almost Human” ed “Ashes Of Fate” ci sono ben cinque anni, come siete cambiati in questo lasso di tempo? Il vostro sound ha subito un’evoluzione?
Sic: Grazie mille per averci ricordato che abbiamo cinque anni in più….Come siamo cambiati? Nella nostra natura abbiamo un pregio credo, che è quello di ascoltare diverse sfumature o generi della scena rock/metal a 360 gradi, e quindi non ci fossilizziamo su di uno in particolare, questo lo si può percepire da un ascolto profondo e attento sia di “Almost Human”, che di “Ashes Of Fate”. Ci sono molte influenze nascoste dietro ad un attitudine, e un modo di scrivere riff, armonizzazioni, e orchestrazioni, che richiedono un ascolto non superficiale per notarle, ed apprezzare. Il nostro “Brand” rimane proprio il modo in cui proponiamo la nostra musica, e in questo album ci siamo spinti su un mood più oscuro, per quanto riguarda i suoni di chitarra, registrando con la otto corde, preferendo in linea generale un atmosfera più sinfonica, piuttosto che riproporre un utilizzo massiccio di elettronica, come nel precedente. Un’evoluzione, o meglio un cambiamento voluto da subito, e studiato durante le fasi di scrittura. Non sappiamo se fosse esattamente quello che si aspettava chi ci segue, o se a modo nostro siamo riusciti a stupire, di certo è quello che vogliamo fare senza compromessi, senza obblighi di nessuna natura.

Nella formula proposta vi è un giusto connubio tra aggressività e spunti melodici, con una predilezione verso un riffing quadrato, regolare. Come sono nati i brani presenti nell’album?

Emi: La gestazione di “AOF” all’inizio non è stata semplicissima, l’intento della band era quello di creare un album che suonasse drasticamente diverso dal precedente, e trovare la giusta strada da percorrere (complici le tantissime e diversissime influenze musicali tra loro, di tutti i membri della band) è stato veramente difficoltoso, poi una volta decisa la direzione da prendere, ancora una volta insieme ad Eddy Cavazza, e Giuseppe “Dualized” Bassi, di DYSFUNCTION PRODUCTION, abbiamo cominciato la stesura dell’album. Il modus operandi è più o meno quello di tutte le band, si uniscono sforzi, riff e arrangiamenti finchè le canzoni non cominciano a girare per il verso giusto e a prendere vita….Quello che comunque ha fatto da collante all’intero album è stata l’intenzione di rendere il sound dei LT più “Heavy”, e per certi versi un più oscuro…Credo che l’esperimento sia riuscito discretamente!!!

In base alle impressioni raccolte tra i vostri fan e gli addetti ai lavori, quali sono i punti di forza del sound dei Logical Terror?
Sic: La presenza di due ospiti internazionali, e ben conosciuti nella scena metal, era un biglietto da visita che sapevamo avrebbe avuto la sua importanza, però fortunatamente viene sottolineato quanto siamo maturati nel songwriting, e il cambio di sonorità, meno electro-metal rispetto a “Almost Human”, per dare più spazio alle chitarre e alle orchestre. Anche la tracklist ha un buon impatto, l’album viene sbattuto subito in faccia e scorre piacevolmente fino all’ultima traccia “Coming Undone”, che più che una ballad, io personalmente la definirei come un brano di atmosfera perfetta per concludere questo concept album. Un brano il cui testo parla proprio di una conclusione, lo stato d’animo e l’aria che si respira quando una persona si confronta con la morte, in questo caso la perdita di un genitore che ti ha dato tutto fino all’ultimo istante, la percezione reale che la vita ha un ciclo, e solo il destino sa la forma e la sua durata. Le strutture sono tutte molto dirette, i ritornelli restan ben impressi nell’ascoltatore, e il sound è tremendamente brillante ed aggressivo allo stesso tempo. Effettivamente piace molto agli addetti ai lavori, ed è un bel segnale per noi, perché nonostante il pubblico medio sia la bocca della verità, anche essere apprezzati da chi fa musica come noi, o lavora nel settore, significa che si è fatto un buon lavoro.

Avete realizzato il lyric video per il brano “Ashes Of Fate”, successivamente il video di “10.000 Falss”. Perché avete scelto di mettere in risalto questi brani?
Emi: Bhè per quanto riguarda “Ashes Of Fate” oltre ad essere la title-track dell’album, il fatto che contenesse la spettacolare guest di Jon Howard dei THREAT SIGNAL ci ha convinti ad usarla come cavallo di troia per ingolosire gli ascoltatori. “10.000 Falls” è l’opener dell’album e tira giù i muri…La scelta è stata facile!

Tra l’altro vi siete avvalsi anche di una collaborazione di grande spessore…stiamo parlando di Jon Howard dei Threat Signal!
Sic: Sì abbiamo avuto questa bella opportunità di lavorare sia con Jon, che Björn Strid dei Soilwork, e devo dirti che è stato molto emozionante sentire il risultato finale di due nostri brani cantati da artisti come loro, sì normalmente io ho i loro dischi in macchina, quindi è stato quasi come tornare bambino e ricevere la prima caramella no, ahah. Per quanto riguarda Jon Howard è uno dei cantanti che ho più seguito e apprezzato a livello artistico negli ultimi dieci anni, e ci ha sorpreso nel modo in cui ha reso la linea vocale sua, riconoscibile al primo ascolto, e rispetto alla traccia demo che gli abbiamo spedito in partenza, ha trovato delle ottime variazioni, e l’ha personalizzata. Non si è fermato ad eseguire la nostra idea e basta, si è coinvolto in prima persona, questo ha dato quel tocco in più al brano che lo ha portato a un livello più alto, decisamente.

Sono rimasto particolarmente colpito dalla qualità del suono che siete riusciti a tirare fuori, inoltre la produzione è davvero potente. Soddisfatti per il lavoro svolto da chi si è occupato delle fasi di registrazione, mixing e mastering?
Emi: Soddisfattissimi! Eddy e Giuseppe hanno fatto come al solito un lavoro davvero eccelso, spostando ancora più su l’asticella rispetto al già buonissimo “Almost Human”! Oserei dire una garanzia!

Con l’uscita di “Ashes Of Fate” vi siete posti degli obiettivi? Ci sono dei traguardi che vorreste raggiungere?
Sic: Ora stiamo sostenendo la promozione dell’album, siamo all’inizio quindi è chiaro che ci sono diverse aspettative, mo dobbiamo aver pazienza noi per primi, perché siamo una band underground, e i tempi sono più lunghi per creare interesse e attenzione. Speriamo di riuscire ad ottenere maggior visibilità sia in Italia, che all’estero, in Germania dove la nostra label sta lavorando maggiormente. Lavoriamo a testa bassa, se riuscissimo ad essere presi in considerazione per festival estivi di grossa portata nella prossima Estate, sarebbe uno dei traguardi più ambiti di sicuro, anche perché sono situazioni dove l’audience è vasta, e quindi ci si può esibire davanti a un pubblico di vario genere, e fare conoscenze che possono aprire altre strade.

L’album è uscito da poco, l’estate è alle porte, quali sono le attività che vi vedranno coinvolti nei prossimi mesi?
Emi: La nostra intenzione naturalmente è quella di supportare “AOF” con il maggior numero di live possibili! Alcune date già in calendario, tra le quali un’interessante “seconda volta” come opener dei Soilwork! Vedremo dove ci porteranno queste “ceneri del destino” magari anche in giro fuori dai confini italiani!!!

Bene ragazzi, l’intervista è conclusa, vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato e lascio a voi l’ultima parola. Lasciate un messaggio ai nostri lettori. A presto!

Sic: Salutiamo tutti i nostri ascoltatori, chi si è concesso tempo per leggere questa intervista, e ovviamente ringraziamo te Stefano, per questo spazio, più che utile a noi, un’ulteriore occasione per parlare del nostro ultimo lavoro, e dar modo a nuove persone di interessarsi a noi e magari andare a darsi un ascolto al nuovo album. Ricordiamo che la nostra pagina Facebook “logicalterrorofficial” è in costante aggiornamento, e sul canale youtube della nostra label darkTunes, sono disponibili tutti i nuovi video, tra cui il recente lyric video a 360° di “The World Was Mine”, i due video clib ufficiali di “10.000 Falls”, e “Nowhere To Nowhere”, e “Ashes Of Fate”. Ciao a tutti e connettetevi al “Terrore Logico”.