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Lunocode: “Il nostro è un lavoro di qualità. E la qualità si paga”

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Fare musica è essenzialmente un modo per esprimere se stessi. Il grande potere della musica è proprio quello di dare una forma alle battaglie interiori e siccome siamo tutti diversi non è detto che gli altri lo possano capire.
Il principio dal quale nasce il lavoro musicale dei Lunocode è essenzialmente questo: fare, cioè, qualcosa che sia innanzitutto importante per se stessi e per il proprio modo di intendere la musica.
Questa band ci ha colpito particolarmente; così abbiamo scambiato due chiacchiere con il batterista Perseo Mazzoni.

L’intervista:

Salve ragazzi e benvenuti su Metal In Italy. Innanzitutto, come nasce il progetto Lunocode?

Ciao ai lettori di Metal In Italy. Nasce come la maggior parte dei progetti musicali, dal fatto che suonare è divertente e che ogni tanto si ha voglia di creare qualcosa di proprio.

Ho avuto modo di recensire il vostro ultimo lavoro, “C’è vita intelligente sulla terra?”, un album che mi ha sorpreso molto per come è stato concepito. Come vi è venuta l’idea di unire le performance live a quelle in studio in un unico pacchetto?

E’ stata una cosa abbastanza spontanea. Avevamo in progetto di portare in teatro questo concerto dove volevamo unire musica e prosa per dare finalmente la dimensione giusta alla nostra musica, che si basa sulla parte musicale tanto quanto sulla parte concettuale. Ci siamo detti: “proviamo a registrare il concerto, se viene fuori bene, magari ci facciamo un disco”. Alla fine lo spettacolo, quella sera, è stato davvero speciale ed il materiale registrato di altissima qualità. Riascoltandolo, però, continuavano a venirci in mente nuove idee, nuovi arrangiamenti o anche complete rivisitazioni di quelle canzoni, così abbiamo iniziato a pensare di registrare queste nuove idee e di dargli un “sound” più moderno in modo da affiancarle al materiale live che già avevamo.

Cosa è cambiato rispetto al precedente “Celestial Harmonies”?

Sicuramente abbiamo maturato i nostri gusti e le nostre idee compositive. Abbiamo sfrondato tutto ciò che non era essenziale alla nostra musica e questo aiuta sempre a focalizzare l’attenzione su ciò che è veramente importante. Siamo contenti del disco e di come è venuto, fin nei minimi dettagli. Non c’è davvero nulla che cambieremmo. E’ esattamente come doveva venire, perfettamente aderente a quelle che erano le nostre aspettative. A partire dall’artwork, alle foto del booklet ed in generale allo stile grafico del packaging fino ovviamente alla musica, ai suoni di ogni strumento ed alle esecuzioni di ciascuno di noi, questo lavoro incarna quello che volevamo incarnasse. Questo cosa significa? Beh, che se non vi piace… non è un nostro problema! 🙂

Che tipo di feedback avete avuto una volta usciti con il nuovo album?

Generalmente il disco è piaciuto moltissimo. Le vendite, a dispetto del prezzo volutamente alto del disco in formato fisico, sono andate bene. Perché prezzo volutamente alto? Perché ciò che abbiamo fatto è di qualità e la qualità si paga. Se non vi interessa non lo comprate, ma di sicuro non ve lo regaliamo per farvi un favore.

Per chi vi sta scoprendo ora, suggerite tre titoli delle vostre canzoni che più vi rappresentano.

Se deve rappresentarci sul serio posso segnalare solo canzoni dell’ultimo disco: “IDEA #3”,
“IDEA #4” ed “IDEA #5”. O, se preferite, le rispettive versioni live: “L’espressione di una idea”, “Domanda” e “Un atomo nell’Universo”.

Per le vostre esibizioni dal vivo fate affidamento anche su altri musicisti?

Si, durante gli spettacoli nei teatri abbiamo sempre potuto fare affidamento sull’ottima Dora Chiodini e sul suo flauto.

Che strada ha preso ora la band? Voglio dire, continuerete su questo filone molto “art” e poco “heavy”?

Decisamente si. Questa è la nostra dimensione.

Agganciandomi alla domanda precedente, ci sono novità in vista dal punto di vista produttivo?

Per ora nessuna novità in vista, ci godiamo un po’ di relax. Dopotutto produrre un album doppio non è stata una passeggiata, né dal punto di vista dell’impegno ne da un punto di vista puramente economico.

Domanda Off Topic: Ma alla fine, c’è vita intelligente sulla terra?

Vuoi la risposta politically-correct oppure quella onesta? 🙂

E ha detto tutto…