Home Interviste Requiem: “Amiamo i temi scomodi e li condiamo con l’Horror!”

Requiem: “Amiamo i temi scomodi e li condiamo con l’Horror!”

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Curioso che l’ultimo album di una Horror Punk band si intitoli “Vanità” (la recensione)… O forse no?!?
Molte cose vengono spiegate in questa intervista ai Requiem, i quattro ragazzi terribili di Seregno che – devo dire – hanno un ottimo truccatore di scena!
Temi crudi e scottanti tradotti in musica per il combo lombardo e novità in arrivo.

L’intervista!

Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Metal In Italy! A voi il compito di presentare la band: chi sono i Requiem e quali sono le tappe fondamentali della vostra carriera?

Ciao a Tutti, siamo felicissimi di poter fare due chiacchiere con voi!
I Requiem sono una band fondata nel 2009 da Rob Vizio (Voce e Chitarra), Alvarez (Batteria), Loray (Chitarra Solista e Cori), e Armed Jesus (Basso e Cori) che sostituisce Ares, il nostro primo Bassista.
Siamo un gruppo che ama trattare temi sociali scomodi, conditi da una sana dose di Horror, sia per le atmosfere sonore, sia per i testi.

Le tappe più importanti del nostro cammino si possono riassumere così:
Novembre 2010: pubblicazione del demo “Il Tramonto del Bianco” con oltre 20 date in poco più di due mesi per promuoverlo.
31 Ottobre 2011: pubblicazione dell’album autoprodotto “Eterna Dannazione” e tantissime date nei successivi due anni, condite dalla finale regionale nel contest Battle Of The Band, e dalla conoscenza con Emiliano Camellini (Mellowtoy) che ci arruola nelle file della Booking Jack Rock Agency.
13 Marzo 2015: pubblicazione dell’album “Vanità”, in digitale per Bagana Records, con diverse date all’attivo e molte altre che ancora dobbiamo e desideriamo tenere!
Siamo una Band Live, e anche se siamo un gruppo giovane che deve fare strada e maturare, non ci interessano le mezze misure: vogliamo fare ciò che ci piace e lasciare un segno indelebile in chi ci ascolta.

Parliamo del vostro ultimo lavoro “Vanità”: si tratta di un concept incentrato sul viaggio di una ragazza attraverso gli Inferi, dovuto allo scendere a compromessi pur di apparire, per poi tornare indietro…ma portando con se delle “cicatrici”. Da dove nasce questa idea?

L’idea nasce da ciò che vuole la società moderna dalle persone: apparire ad ogni costo.
Non conta ciò che si è, conta solo l’immagine che di noi diamo agli altri, o meglio, la maschera che indossiamo per farci accettare.
La ragazza del concept, entrerà a far parte di una setta, compirà un efferato omicidio ed infine morirà per poi cadere nelle fauci dell’inferno prima di tentare una lunga e dolorosa risalita, non senza conseguenze, il tutto, solo per appagare la propria noia e vanità.
Alla fine, una volta fuggita dagli inferi, avrà una seconda possibilità, cioè potrà tentare di vivere una vita migliore, ma le cicatrici che si porterà dietro basteranno a non farla ricadere negli stessi errori?
A chi ascolterà l’album l’ardua sentenza…

Del resto anche il vostro lavoro precedente dal titolo “Eterna Dannazione” tratta di temi oscuri, si tratta di una prerogativa dei Requiem?

Assolutamente sì. Siamo una band oscura e non facciamo nulla per nasconderlo.
Nell’album “Eterna Dannazione”, veniva trattata la dannazione dell’essere umano in ogni sua più nera sfumatura, siamo arrivati a trattare anche un argomento parecchio difficile, quale è lo stupro in famiglia, in un brano che si intitola “Sogni d’Oro”…

Perchè avete deciso di cantare in italiano? Si tratta di una scelta operata al fine di rendere i vostri testi comprensibili? Dal momento che prestate molta attenzione ai temi trattati…

Sicuramente la decisione nasce dalla voglia di farsi capire soprattutto qui, in Italia, dove certi argomenti, se presi in considerazione dalle band, vengono cantati per lo più in inglese.
Chi ci ascolta nel nostro paese deve capire che certe situazioni esistono, non basta chiudere gli occhi e far finta di nulla perché certe cose spariscano e poter esprimere certi concetti nella lingua che conosciamo meglio, dà una resa maggiore ai nostri testi e all’impatto finale.
Detto questo, stiamo scoprendo grazie a Twitter tanta gente di altre nazioni che apprezza il nostro progetto e ci chiede le traduzioni dei testi, continuando poi a sostenerci e a far girare il nome della Band tra le loro conoscenze, il che ci rende entusiasti!!
Non sempre la lingua diversa diventa un ostacolo, e poi il suono, può abbattere le barriere più spesse…!!

Musicalmente siete orientati verso un Horror Punk a tinte Rock, prediligendo strutture semplici, ma efficaci, con l’intento di essere sempre aggressivi e pungenti, come definireste il vostro sound?

Noi ci definiamo Alternative/Horror/Punk.
Abbiamo sempre avuto fin dagli inizi un tiro molto aggressivo, molto Punk appunto, soprattutto per quanto riguarda l’intera sezione ritmica, mentre quel gusto particolare, alternativo, arriva dalle idee di Loray.
In “Vanità” c’è un’aggiunta in più nelle basi che sono state ideate e create con Andy, nostro fonico, co produttore dell’ultimo album e mentore. L’evoluzione della Band la dobbiamo soprattutto grazie a lui.

È da poco uscito anche il video di “Marcia Funebre”, come mai la scelta è ricaduta proprio su questo brano? In che modo le immagini aderiscono al testo?

La scelta del brano è legata al fatto che secondo noi il pezzo suona davvero bene, ed è uno dei “capi saldi” del nuovo album.
Nel video in questione, le due ragazze protagoniste impersonano il Bene e il Male e, nell’idea dello story board (ideata con Teko, che ringraziamo per la splendida regia), la malvagità prende il sopravvento, facendo diventare cattiva anche la ragazza che in principio non lo era: la rappresentazione del Bene sente la presenza della band e la cerca, mentre il Male cerca l’altra ragazza solo per spazzare via le sue intenzioni e farla diventare sua complice.
E’ uno scontro epico, la “storia delle storie”, una battaglia che non ha né vinti, né vincitori, dove anzi il Bene all’inizio sembra vincere, ma poi…
Oltre a questo, all’interno del video c’è un cameo che collega questo brano al video precedente (“Vanità”), dove noi della band veniamo uccisi dalla protagonista femminile.

Che tipo di riscontro avete avuto dopo l’uscita dell’album? Mi riferisco al commento di pubblico e critica.

Il pubblico ha risposto davvero bene, a partire dal release party (21.03.15 @Honky Tonky, Seregno), così come alle date successive e sui vari social dove è presente la Band (Facebook, google+, Twitter, YouTube), e faremo di tutto perché la gente continui ad apprezzare il nostro progetto!!
La critica, nelle recensioni che abbiamo avuto modo di leggere, ha apprezzato e appoggiato il nostro ultimo lavoro, ma su alcune sfumature sonore e vocali le idee ci sono parse divergenti.
Alla fine diventa una questione di gusti personali: non si può arrivare a tutti, specie quando si fanno certe scelte, in primis quella di fare sempre ciò che si vuole senza voler a tutti i costi smussare gli spigoli che tanto fanno male, ma che tanto ci piacciono…!!

Come sono cambiati i Requiem dall’esordio avvenuto con il demo “Il Tramonto del Bianco”? Sono trascorsi già cinque anni…

Più che cambiati, forse maturati, almeno per quanto riguarda la crescita musicale del gruppo.
Ascoltando il demo, il primo album e l’ultimo lavoro in studio, a detta di chi ha avuto modo di sentirli tutti, siamo cresciuti parecchio, e fino ad ora siamo soddisfatti noi per primi del percorso che stiamo facendo, anche se la voglia di migliorare ancora è tanta!!
Noi in fondo siamo quello che suoniamo e suoniamo ciò che siamo.

Sebbene sia presto per pensarci, ma quali sono i vostri progetti per il futuro? In che direzione si evolverà il vostro songwriting?

Presto per pensarci? No, in fondo stiamo già pensando a cosa ne sarà del nostro suono e del prossimo album, qualcosa stiamo già scrivendo e ci saranno certamente delle sorprese…per noi stessi in primis!!

Ragazzi vi ringrazio per il tempo che ci avete concesso, concludiamo l’intervista con un messaggio per i nostri lettori ed i vostri fans. A presto!

Siamo noi che ringraziamo voi!!!
A Tutti Voi diciamo che: tanto lo sappiamo che dopo la terza media… siete tutti con Noi!!!
L’inferno ci/vi colga!! Ci si vede On_Stage 😉