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Sexual Thing: “Il rock non è morto… Si è solo preso una pausa”

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Sono siciliani, convinti che il rock sia una divinità da adorare e compiacere. Sono svegli, anche acculturati direi. Sono Valerio Fròsini ed Andrea Tripi, rispettivamente chitarra e voce di un gruppo che si sta pian piano guadagnando un suo spazio sulla scena: i Sexual Thing.
Il loro debut album “New Skin” (la recensione) ci ha colpito particolarmente, così abbiamo pensato fosse il caso approfondire le conoscenze di questi figli dei fiori dei giorni nostri!

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Metal In Italy. Inizierei dalla questione “assestamento”. Mi spiego: nonostante la giovane vita della band si contano già una decina di cambi di formazione. Come è avvenuto questo processo e come si è arrivati alla quadra/squadra di oggi?

(Valerio): Beh, semplicemente nel percorso musicale di un gruppo come nella vita di ognuno di noi, ci si trova a conoscere un numero sempre crescente di gente, valida e meno. Nel nostro caso in specie le esigenze musicali e gli obiettivi finali del progetto Sexual Thing non si sono facilmente incrociate con le priorità e le caratteristiche dei membri che hanno militato all’interno del gruppo negli anni passati, lasciando indenne solo Valerio Dell’Oglio. Fin quando per cause di forza maggiore il precedente cantante ha dovuto abbandonare il gruppo ed Andrea Tripi è venuto a bussare alla nostra porta. Non è stato facile il suo inserimento in quando faceva parte di un gruppo che non ci andava proprio a genio e poi tra me e lui non è che corresse esattamente buon sangue a quei tempi. Nel mentre rispolveravamo un vecchio contatto, ovvero Gabriele Indelicato che aveva fatto parte della primissima formazione. In questo periodo di assestamento ci siamo trovati anche a dover sostituire il batterista e, per nostra fortuna, è capitato tra le nostre grinfie Giuseppe Attinasi. Non è stato difficile capire quindi che questo organico aveva tutte le carte in regola per cominciare a lavorare a qualcosa di concreto.

All’attivo ci sono due demo ed il debut “New Skin” che abbiamo recensito. Come si è sviluppata la fase di scrittura in questi anni e come si è arrivati alla release?

(Valerio): Nella precedente line up mi occupavo io della composizione dei brani (brani che “fortunatamente” sono stati tutti cestinati). Con l’ingresso dei nuovi elementi però era palpabile il rivoluzionamento compositivo, che aveva come causa principale i diversi, ma a quanto pare complementari, gusti musicali di ognuno dei membri. Ergo al contrario di Gino Paoli che vedeva svanire di giorno in giorno i suoi “quattro amici al bar”, siamo passati da una “testa compositiva” ad un’idra a cinque teste.

Parliamo del disco. E parliamo soprattutto dell’idea di base del concept. Cosa volete raccontarci con quest’album?

(Andrea): Sarebbe banale dire che ad evincere una morale dovrebbe essere chi lo ascolta? Beh al di là di ciò vorremmo raccontare la storia di un uomo comune che riesce davvero ad avere il coraggio di mandare tutta la sua frustrante ed oppressiva quotidiana routine dritta dritta a quel paese. Complici di ciò sono: un telegiornale che non le manda certo a dire, la presa di coscienza che la società è individualista, egoista e troppo legata alla monetizzazione, la musica che ha perso il suo valore con la V maiuscola, una totale confusione sentimentale associata ad un bipolarismo crescente, una moto che si guida che è un piacere, rabbia repressa che fuoriesce come dal vaso di Pandora e l’arrivo ad un nuovo inizio.

Quali sono le canzoni che a vostro avviso rappresentano meglio l’essenza dell’album?

(Andrea): Questa la so, Money is a lie, Eeny Meeny, Set The fire, Straight Over The Top e Sexual Army

Anche in fase di recensione abbiamo sottolineato la valenza di un pezzo come “Money Is A Lie”. Che storia ha questa traccia?

(Valerio): Mi sentivo molto ispirato quel giorno, anche se non ricordo più che giorno era, ho preso la chitarra ed ho cominciato a strimpellare, è venuta fuori praticamente subito la bozza. Sottoposto agli altri lo scheletro Andrea ha cominciato a buttare giù quattro righe da subito ed in sostanza si è praticamente scritta da sola. Il fatto che fosse così melodica ci ha aiutato anche a darle un’anima nobile.

E cosa mi dite invece del delirio totale in “You’re Fired”?

(Andrea): Beh qui la colpa è mia, Tarantino ed i suoi film hanno avuto un bel peso nel concepimento di questo “siparietto”. E poi non sapevo come spiegare che K. Dopo il rifiuto avrebbe deciso di distruggere l’ufficio del suo capo. Quale miglior modo se non farlo davvero?!

Se doveste darvi un genere, essendo voi abbastanza poliedrici, quale sarebbe? Come vi definireste come band?

(Valerio/Andrea): Niente calza più a pennello di Rock in quanto questo genere annovera al suo interno una serie di innumerevoli sfaccettature. Se proprio non dovesse piacervi siamo semplicemente i Sexual Thing, una band senza troppe pretese, ma con tanta voglia di fottervi la testa!

Il vostro look è una conseguenza del vostro mood musicale? Intendo questo “outfit” un po’ da figli dei fiori…

(Valerio/Andrea): Siamo degli inguaribili nostalgici… E ringraziamo anche il simpatico dress code offertoci dalle giovani menti de “La Suburbana”

Vi piacciono gli Inside The Hole vero? D’altronde Roy Zappia è un compaesano!

(Valerio): Conosco Roy da tempo immemore e di conseguenza seguo gli Inside The Hole da sempre e chiaramente lo stimo tanto come amico e come collega. Una band che ha lavorato bene e sodo e sta finalmente raccogliendo i risultati del proprio seminato.

Quali sono le vostre prossime mosse?

(Valerio/Andrea): La mossa del giaguaro, l’attacco alla Kamchatka e la conquista del mondo insieme a Mignolo e Prof. Tornando seri cominciamo a progettare il New Skin tour oltre lo stretto, mentre continuiamo a girare in terra sicula. Attendiamo l’uscita del secondo singolo e, perché no, pensiamo anche ad un videoclip, senza per questo mettere da parte la composizione del secondo album.

Le ultime parole sono per voi…

(Valerio/Andrea): Ci teniamo innanzitutto a ringraziare te e tutto lo staff di Metal In Italy per lo spazio che ci avete concesso, poi come sempre ringraziamo Areasonica Records e la più che efficiente redazione de La Suburbana, Fabio Castorino e la Roxy Studio che ha realizzato fisicamente New Skin.
Ah, quasi dimenticavamo: sappiate che il Rock non è morto, si è soltanto preso una pausa…