Home Interviste Showdown Boulevard: “La musica? È il modo migliore di esprimersi”

Showdown Boulevard: “La musica? È il modo migliore di esprimersi”

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Il loro terzo album sta per uscire, gli Showdown Boulevard sono alla ricerca di un’etichetta discografica che possa supportare la release. Il 18 settembre pubblicheranno un singolo dal titolo “Tomorrow”, in modo da poter dare un primo assaggio di “While Winter’s Coming”. Abbiamo approfondito la conoscenza della band, oltre che del nuovo album, insieme al fondatore Andy Pontremoli (basso, tastiere).

Ciao Andy, benvenuti sulle pagine di Metal In Italy! Iniziamo con le presentazioni: chi sono gli Showdown Boulevard? Quali le tappe fondamentali della vostra carriera?

Andy: Ciao Stefano e grazie per questo spazio. Siamo in un momento dove è per noi fondamentale, più che in passato, farci conoscere. Questo per il rinnovamento che ha attraversato la band e del quale parleremo più avanti. Gli Showdown Boulevard nascono come un progetto di delusi: stesso sentimento in tutti e tre i componenti del primo nucleo per alterne vicende con le rispettive bands di provenienza. Ci siamo per così dire ritrovati con un primo filo conduttore, anche se l’aspetto più importante era e rimane il rock n’ roll. Abbiamo registrato un primo disco assolutamente retrò che guardava allo sleaze rock losangeleno degli anni 80 e la nicchia, che a livello mondiale conta in realtà milioni di aficionados, l’ha apprezzato. Con il secondo lavoro “Face The Challenge” siamo andati oltre, cresciuti e maturati nel sound, cosa che però in realtà non ha accontentato tutti e non parlo di fan ma di noi stessi. Personalmente adoro la sfida (come da titolo) che abbiamo affrontato per crescere ma non mi ritengo un tuttologo, anzi, e anche nella musica, giustamente, ad ognuno il suo: il nostro, per così dire, è il rock n’roll e non l’elettronica.

Prossimamente uscirà il vostro terzo album “While Winter’s Coming” e vi presentate con una formazione rinnovata. Cosa dobbiamo aspettarci da questo disco? Quali le differenze rispetto al passato?

A: Il disco è un ritorno al passato, un cerchio che si chiude, ma senza ripeterci. Se il debut suonava molto street rock, While Winter’s Coming, anche come epoca di riferimento, strizza l’occhio alla fine degli 80’s/inizio anni 90, dove le band che oggi rientrano nel calderone del classic rock indurirono il proprio sound senza perdere l’attenzione alle melodie, penso a “Slave to the grind” degli Skid Row ad esempio.

Rimanendo in tema “differenze rispetto al passato”, qual è stato l’apporto dei nuovi membri al disco? Perché hai scelto loro?

A: L’apporto di Giorgio, Daniele e Francesco è stato fondamentale. Hanno saputo tradurre in musica le mie idee dando un’identità precisa al disco, personalizzandolo – cosa non semplice per il genere – e rendendolo potenzialmente un “instant classic”. Questi i motivi per i quali direi che ci siamo scelti reciprocamente.

So che siete alla ricerca di un’etichetta discografica. A che punto sono le trattative con chi avete contattato? Ritenete sia necessario l’appoggio di un’etichetta per la pubblicazione di un album?

A: Ovviamente non lo è nel 2017 per la semplice pubblicazione. Lo è se nel marasma che intasa internet si vuole che la propria band si faccia notare in mezzo alle tantissime proposte, spesso di qualità. Forse il nostro genere è oggi meno inflazionato di una volta, ciò non toglie che c’è bisogno a nostro avviso di professionisti che sappiano aiutarci. Per ora ci han chiesto soldi (ahahah). Battute a parte speriamo di arrivare a un punto preciso entro poche settimane o proseguiremo da soli fissando la release date dell’album.

Tra l’altro è in arrivo anche un nuovo singolo: “Tomorrow”. Perché avete scelto questo brano per anticipare l’album?

A: Sì, Tomorrow uscirà a livello digitale in tutto il mondo il prossimo 18 settembre. È forse la canzone più radiofonica del disco, noi crediamo con una bella melodia e un testo semplice ma accattivante. Diciamo che nel 1989 sarebbe stata un successo…scherzo ovviamente, ma i primi riscontri delle radio soprattutto americane che stanno passando in anteprima la traccia lasciano ben sperare.

Ho visto che avete deciso di donare in beneficenza, per le vittime dell’uragano Harvey, i proventi derivanti dalle vendite su CDd Baby tra l’11 ed il 15 settembre. Da dove nasce questa iniziativa? A chi andranno i fondi?

A: l’iniziativa è di CdBaby e noi ci siamo semplicemente resi disponibili con il nostro debut album omonimo. I proventi andranno alla Croce Rossa che opera in Texas e Louisiana.

Cosa rappresenta per voi fare musica?

A: È il modo migliore di esprimere noi stessi. È quello che provavamo da ragazzini (io e Daniele abbiamo iniziato a suonare nella stessa band in prima superiore) è quello che oggi conta ancora più di tutto. Anche se poi Daniele, che è uno stimato insegnante di chitarra in una scuola di musica della provincia di Varese, ne ha fatto un lavoro vero e proprio. Francesco stesso è un session man ed insegnante di batteria. Giorgio ha potenzialità elevate ma non solo come cantante, visti gli studi che sta concludendo all’università, e io… beh io sono troppo vecchio e tengo famiglia 😉

Voi siete italiani, ma con uno sguardo rivolto al di fuori dei nostri confini. Quali secondo voi le differenze tra chi vi ascolta in Italia e chi invece vi fa avere dei feedback dall’estero?

A: ottima domanda. Dunque, cerco di non generalizzare ma la differenza sostanziale è sempre la stessa. Dall’estero ti dicono se sei bravo o no, se la tua musica piace o no. In Italia c’è sempre un contorno di polemiche a tutto, ma conoscendo la nostra stirpe è oramai quasi normale aspettarselo. Però non facciamo battaglie in questo senso. Io stesso a 43 anni non ho gli stessi gusti che avevo a 16, perciò…le cose cambiano e si dà importanza ad altro. Comunque i riconoscimenti vengono anche dal nostro Paese e da qualche mese abbiamo addirittura un fan club, cosa che ci riempie di orgoglio.

Dopo l’uscita dell’album quali saranno le iniziative per la sua promozione?

A: abbiamo iniziato a lavorare con un’agenzia ucraina Total Metal PR Agency per la promozione di “Tomorrow”. Per l’album dipende dagli accordi che eventualmente firmeremo con una label. Se dovessimo distribuire in autonomia il disco allora potremmo continuare questo rapporto iniziato per il singolo.

Grazie mille per l’intervista. A voi l’ultima parola, lasciate un messaggio ai nostri lettori. A presto!

A: amiamo il confronto quindi, dopo aver ascoltato “Tomorrow”, ci piacerebbe ricevere più pareri possibili. Siamo facilmente contattabili attraverso tutti i social network o il nostro sito: diteci la vostra!