Terzo giorno…inizia a salire un po’ di malinconia? C’è il rimedio e ve lo spiego subito: intro di Ghostbusters, rotoli di carta igienica che volano, stagediving di bagni chimici, metalheads che brandiscono scopettini del cesso, papere, dinosauri, canotti, bambole e ciambelle gonfiabili. E grindcore.
Sono i Gutalax, il rimedio a tutto.
Come non rimanere estasiati quando intonano Poop corn, Diarrhero, Shit Happens, We are what we Shit, Assmeralda. Poesia appena mattina, quando non andate in bagno cercateli su YouTube perché fanno cacare. Ed è un complimento ovviamente.
Ed ora stiamo per fare una scelta che ci farà pentire, vedere 6 gruppi in due ore. Vi ho voluto bene.
Wet Stage esplode con gli Employed To Serve, una di quelle band che ti fa capire che il basso nel metal è utile. (Si scherza eh).
All’ennesimo breakdown degli ETS Gianni esclama “E allora porcam***a!” Bestiali!
Louder Stage Future Palace e poi si ritorna all’ Headbangers Stage per i Grand Magus. Sono le 14 e già abbiamo visto 5 band. Le birre non ve le dico per decenza.
JB Christoffersson ha i basettoni come Malmsteen ma non tinte di nero corvino. White Power!
I Grand Magus sono una gran figata.
Paradise Lost. Quanto ho assillato il mondo intero con la mia totale venerazione per i moschettieri tristi di Halifax? Bene, lo rifaccio tanto scrivo il cazzo che mi pare.
Ebbene oggi amo i PL ancora di più, il cielo si è fatto nuvoloso, l’atmosfera plumbea ha fatto da cornice ad una prestazione maiuscola.
Si perché Nick Holmes e compagni non sono esattamente famosi per le loro performance live, spesso derubricate come prive di pathos.
Oggi questo non è accaduto. Nick è in forma e nonostante il solito atteggiamento da persona che ti sta facendo un favore a stare lì canta da dio. Altre volte, lo posso assicurare, non è successo.
Greg ma che chitarrista sei???
The Last Time, Silence like the Grave, As I Die, One Second, Ghosts, Halloweed Land, Embers Fire, Faith divide Us…sono pezzi di vita.
Non hanno suonato Enchantment e Gothic…sono molto deluso. A parole ho scomodato i santi ma qui non lo riporterò. Vi voglio bene lo stesso. Quinta volta live i PL negli ultimi vent’anni e oggi la migliore. Grazie sempre.
Wet Stage ed Headbangers Stage propongono una doppietta da paura: Dead by April e poi Any Given Day. Dovete passare un guaio!
Vi devono denunciare per violenza procurata! Arbitro, arreshtatelo! Cornuto!!!
I Dead by April sono talmente violenti che fanno scoppiare l’impianto.
Dopo la loro performance ha smesso di piovere. Esclama Gabbro: “Il cielo si è riaperto a furia di palate!”.
Any Given Day possenti, tra il pubblico gara di pogo, Wall of Death e flessioni. In salute.
Mezz’oretta di riposo perché ci attende un’altra maratona.
Maratona che inizia con i Black Label Society di zio Zakk davvero in ottima forma.
Gabbro e Jonathan Paesano dicono che Zakk è na preta!
Quel virtuoso che non annoia e ti fa gasare. Una bestia, un toro. Icona!
Ozzy tributato con No More Tears. Doveroso.
Poi i Paleface Swiss che sono come una badilata in pieno volto mentre sei sovrappensiero. Micidiali.
Luigi Paraventi, batterista salito agli onori della cronaca per aver sostituito Duplantier dei Gojira per un paio di date oltreoceano, ha la faccina pulita da bravo compagno di classe. Di quelli che hanno la piena fiducia delle mamme degli amici.
Mamma esco con Luigi, ah va bene chill è nu bravo uaglion, tanto aggarbato!
La stessa faccia che ha dietro le pelli mentre ti devasta le orecchie. Baby Fenomeno.
I Paleface Swiss hanno fatto volare i cadaveri.
Dare il quattro col rullante: Pig Destroyer. Moshpit polveroso e tanta violenza. Scostumati. Adoro.
Vedo da lontano i Saxon perché Biff l’ho incensato qualche settimana fa…ma hanno spaccato come sempre.
Now Is the time for me to rise! To the threshold, Destroy Everything, Straight to your face, inni di rabbia e consapevolezza. Gli Hatebreed hanno alzato l’asticella ed il polverone, moshpit furioso e colli spezzati. Indecenti.
Wacken non piovoso Wacken polveroso. Ho soffiato il naso ed è uscito Vecna.
In Flames li aspettavamo tutti e 4. Che ve lo dico a fare…
Fa notare Jonathan Paesano che al basso degli In Flames c’è Lele Adani. Menomale che non ha un microfono.
Alla chitarra c’è Alfredo Tranchedone
All’altra chitarra un sexy Chris Broderick con muscoli in evidenza. Nerboruto come il suo sound.
In Flames stasera modalità diesel…ma dopo una mezz’oretta iniziano a calare gli assi e so mazzate!
Artifacts of the Black Rain per me resta il loro manifesto sonoro e lì cedo al moshpit.
Sono sopravvissuto ma iniziano Trigger e Only for the weak. Mannaggia tutt cos!
Anders chiede un applauso per i Judas Priest che saliranno sul palco a breve. Respect.
You’ve Got Another Thing Comin’!
Così salgono sul palco GLI dei, l’heavy metal nella sua forma più pura.
E tutto Wacken è qui per loro, la folla è chilometrica e i beniamini picchiano ancora.
Metal God, il Metal God!
Turbo Lover, Electric Eye, Hell Bent for Leather, Panic Attack, Breaking the Law, Painkiller…che stanno combinando i Judas?? Cioè ma veramente fanno?? Mamm ro Carmn come dicono in Islanda!
I Re non mollano lo scettro, lunga vita ai Re
E passiamo ora ai Re del male. Ed è la terza ragione per la quale ho deciso di essere qui: Emperor!
In the Nightside Eclipse per me è stato un fulmine a ciel sereno quando ho scoperto il metal estremo. Un magniloquente manifesto dell’occulto.
Li ho sempre mancati dal vivo ma oggi sono qui.
Ihsahn ha una voce pazzesca, scream laceranti come sempre…ma la chitarra viola t’a chiavass ncap!
Into the infinity of Thoughts per me è la quintessenza di un pezzo black metal. Orgasmo di otto minuti.
The loss and curse of reverence, Inno a Satana. 666.
Poi salgono sul palco Mortiis e Bard Faust e il fatto si fa ancora più marcio, perché sono qui per rendere omaggio al primo Ep omonimo. Wrath of the Tyrant e I’m the black wizard mi fanno andare in orbita.
Fa fridd ed è tardi, ma siccome ne abbiamo ancora per un paio d’ore ci facciamo un caffè bollente. In Italia oggi ci sono stati 40 gradi, qui 14.
Running Wild al loro concerto d’addio, qui sul sacro terreno. Con disappunto dei miei compagni di viaggio canto Under Jolly Roger, Conquistadores e altri classici. Loro sono giovani e non capiscono la tamarraggine di Rock’n’rolf. Indistruttibili!
E infine la quarta ragione per la quale sono qui: Sepultura
Mettiamo subito le cose in chiaro: per me il “No Cavalera No Sepultura” non esiste. E lo dice uno che ritiene Beneath The Remains il loro disco più bello.
Ma nonostante pure io vorrei un giorno vedere Andreas e Max suonare insieme ritengo la carriera dei Seps post Max nettamente migliore rispetto ai Soulfly. Rispetto per chi pensa il contrario.
Il cantante dei Sepultura è Derrick da trent’anni e Quadra sovrasta qualsiasi cosa abbiano prodotto Max e Co. dopo aver lasciato la band madre.
E dal vivo menano una bellezza, e finalmente ho davanti gli occhi Andreas Kisser.
Inner Self, Roots, Dead Embryonic Cells, Chaos AD…torno adolescente.
Alla fine di una versione DEVASTANTE di Arise esclamo fiero un sonoro “Siiiii porco***ooo!!!!”
Affianco a me una ragazza esclama “Ah ma siete italiani?”
Figura di merda colossale. Si siamo italiani
Means to an End mi rimanda alla grandezza di Quadra e mi dispiace che questo sia un addio.
The Gathering, Emperor, Def Leppard e Sepultura. Ho chiuso il mio cerchio degli anni 90.
E c’è ancora l’ultimo giorno.
Vi aggiorno









