Home Live Report Wacken Open Air: Giorno 4, considerazioni a caldo non richieste

Wacken Open Air: Giorno 4, considerazioni a caldo non richieste

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Siamo degli zombie, abbiamo perso la concezione del tempo e dello spazio. Si arriva al festival e automaticamente si prende la birra senza sapere se ne abbiamo voglia o no. Degrado.

A tirarci su i norvegesi Blood Command, una vera forza della natura. Mai vista tanta cattiveria appena mattina. Perché le 13 sono la nostra nuova alba.

Blood Command fenomenali, una miscela di metal, punk, hardcore e ignoranza.

La cantante è il ritratto della ragazzina non figa che bullizza le ragazzine fighe e diventa più figa di loro. Pantaloncini da palestra anni 80, calzettoni Adidas e si va a comandare. We are on the Wet Stage and I’m wet. GIGANTE!

Orbit Culture, una band che tutti volevamo vedere. Death Metal moderno e bestiale, il sound svedese portato ad un nuovo livello. Grossi. Forse un tantino monotoni ma comunque inappuntabili.

Tanta attesa per i Nevermore. Se chiudi gli occhi e ascolti Warrel c’è, ma è qualcosa comunque di nuovo. Apri gli occhi e c’è il bestione Berzan: possente, capace, sicuro. È un gran cantante, una tecnica notevole e tiene bene il palco.

Meglio non poteva andare a Loomis e Williams, poi se parliamo di carisma beh…la vedo difficile eguagliare Warrel ma i Nevermore oggi sono questi e va benissimo così.

E non per forza bisogna eguagliare eh…

Narcosintesis, Believe in Nothing danno sempre i brividi.

Thrown, ennesima band vola cadaveri.

Gianni nota subito il kit del batterista, senza tom. “Io lo volevo fare anni fa…mi diedero del folle”

Gianni oggi è intrattabile. Incattivito dai Blood Command, elargisce tempi e ordine con decisione e scazzo. Giannino del mio cuore.

I breakdown dei Thrown hanno alzato un polverone alto decine di metri. Talmente alto che a due chilometri di distanza hanno risposto gli indiani pellerossa. Guerrafondai.

È l’ultimo giorno, ricordiamoci di Federicooooo

E di guerra continuamo a parlare perché sull’Harder ci sono i Lamb Of God.

I capelli iniziano a diventare bianchi pure per loro ma che furia! Randy è un ossesso, non si ferma mai e ha i polmoni d’acciaio.

Laid To Rest e che lo stage diving abbia inizio. Into Oblivion titletrack del nuovo album è una mazzata, Blood Of The Scribe, Walk With me in Hell e Redneck mettono tutti ko. Che performance! E lo dice uno che non è un loro fan sfegatato.

Qui accade lo split: Gabbro e Jonathan vanno a vedere gli Airbourne, io e Giannino birra e…?

Bleed From Within dalla Scozia, metalcore col gonnellino. E non in senso figurato, il cantante porta fieramente il gonnellino scozzese. Riff massicci, breakdown mostruosi e grande presenza scenica. Promossi.

Corriamo (si fa per dire) all’headbanger stage per i Municipal Waste. Che figata di thrash old schoool! Esteticamente fieramente thrashers con scarponi da basket e jeans attillati. Brutti come la morte ma dannatamente efficaci.

I Municipal Waste sono talmente brutti da rasentare la bellezza.

Lo speed thrash dei Municipal Waste ti fa esclamare “Wagliu quant cazz è bell gliù Metal!” Cit.

Puntatina al Wackinger Stage per vedere metà set degli Ad Infinitum e sono strafelice di averlo fatto, perché sono una grande band e perché il Wackinger Village è un posto tematico straordinario.

Danze e giochi medievali, bufali sulla griglia, mercatini degli agricoltori e artigianato locale. Il Wacken è anche questo.

Ci ritroviamo con gli altri che ci raccontano di una performance incendiaria degli Airbourne.

Pronti per gli Arch Enemy e la loro nuova incarnazione musicale.

Lauren Hart è bravissima. Niente da dire. Brava in growl e in scream. E gli Arch Enemy stanno sempre sul pezzo. Però la sensazione del cambiare tutto per non cambiare nulla è forte. Fifoni.

Siamo stanchi. Sono stanco. Nemmeno mi escono più le battute. Il tramonto oggi porta malinconia, siamo sì distrutti ma sta per finire.

Menomale che dei Powerwolf e Sabaton non ci frega un cazzo. Ed è questo uno dei misteri dei quali parlavo il primo giorno.

Come cazzo è possibile che Powerwolf e Sabaton siano finiti lassù? Misteri. Gusti.

Ma il Wacken è bello perché puoi tranquillamente snobbare gli headliner, tanto ci sono altri 7 palchi dove si suona fino a tardi.

Allora Wasteland con i Guilt Trip da Manchester ed il loro hardcore di una violenza inaudita.

Wasteland Stage è un palco piccolo ma qui bruciano le fiamme dell’inferno! Lanciafiamme in ogni dove…e sono anche un toccasana per il freddo che incombe.

Si torna al Wet Stage…per la strada vedo il palco principale con i Powerwolf strapieno e penso quanto sia bello averli evitati per i Guilt Trip e per gli immarcescibili Corrosion of Conformity.

Pesanti come rocce. Granitici. Arrivo e iniziano Vote With a Bullet e penso alle vhs di Headbanger’s Ball. Boomer Alert.

I Powerwolf stanno finendo con un tripudio di fuochi d’artificio. È arrivata la droga.

Promoter’s Farewell, Thomas e Holger salutano la folla come di consueto e parte la prima carrellata di bands per l’edizione 2027.

D’accordo resuscitare i Children Of Bodom, ma i Tyketto?

È finita? No perché ci sono gli Headliner Sabaton. Dunque vado a vedere i Triptykon.

I Sabaton…mah…

Tom G. Warrior, una leggenda vivente (Hellhammer, Celtic Frost vi dicono qualcosa?) e stasera finalmente ho l’onore di vederlo per la prima volta.

Voce cupa, movimenti lenti, oscurità. Voglio che il mio Wacken si concluda così.

E invece no perché siccome i Sabaton stanno ancora suonando andiamo a concludere con i Fit For an Autopsy.

Massì finiamo con un po’ di Deathcore che sarà mai.

I Fit sono talmente violenti che hanno fatto fare un Wall of Death a mezzanotte e mezza. Eroi.

Ora è finita sul serio, torniamo in macchina riavvolgendo il nastro e facendo classifiche. In realtà non c’è da farne (Powerwolf e Sabaton arriverebbero in zona retrocessione).

A Wacken c’è un detto: “Wacken Is not about the headliners, It is about people”. E il popolo del Wacken ha vinto ancora una volta, solo che stavolta c’eravamo anche noi.

E lo possiamo raccontare.

PS: Stefano mi devi comprare il biglietto per l’anno prossimo.