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Via Ad Mortem: Spalancano le porte di un universo oscuro e profondamente spirituale

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VIA AD MORTEM – Requiem I: Through the Path Over The Ruins
Full-length, Northern Darkness Records, 2026
Con Requiem I: Through the Path Over The Ruins, i Via Ad Mortem spalancano le porte di un universo oscuro e profondamente spirituale, consegnando un debutto che lascia intuire fin dai primi istanti una personalità già sorprendentemente definita. Qui il Black Metal non è soltanto violenza, velocità o sterile blasfemia: diventa un autentico rito di passaggio, un pellegrinaggio tra le rovine dell’esistenza, dove ogni brano rappresenta un gradino verso la dissoluzione della materia e la ricerca di una conoscenza proibita.
Le nove composizioni scorrono come un’unica liturgia nera, alimentata da un equilibrio magistrale tra impennate di feroce aggressività, melodie dal fascino decadente e aperture ritualistiche che sembrano evocare antiche presenze dimenticate. Le chitarre incidono l’oscurità con riff gelidi e penetranti, intrecciando trame ipnotiche sostenute da una sezione ritmica implacabile, mentre le tastiere emergono come spettrali veli sonori, amplificando il senso di inquietudine senza mai compromettere l’impatto delle composizioni.
Lo screaming, ruvido e abrasivo, assume il ruolo di una vera e propria invocazione sacrale. Non è semplice interpretazione vocale, ma il grido di chi attraversa il confine tra il mondo terreno e quello dell’inconoscibile. Ogni nota, ogni accelerazione e ogni rallentamento contribuiscono alla costruzione di un percorso concettuale nel quale il Black Metal diventa linguaggio iniziatico, veicolo di simbolismo, morte e rinascita spirituale.
Se Worshipper of Death rappresenta il volto più feroce e devastante della band, con una raffica di riff taglienti e blast beat che travolgono senza concedere respiro, Into the Bardo apre scenari più contemplativi e mistici, trascinando l’ascoltatore in una dimensione sospesa tra meditazione e abisso. È però The Grace of Gnosis a suggellare il viaggio con un’aura quasi trascendentale, lasciando emergere tutta la maturità compositiva di una formazione che dimostra di sapere dosare perfettamente brutalità e profondità atmosferica.
Anche la produzione merita una menzione particolare. Lontana tanto dalla pulizia artificiale quanto dal lo-fi forzato, restituisce un suono organico, ruvido e vivo, capace di esaltare ogni dettaglio senza sacrificare quella sensazione di gelo e oppressione che permea l’intero lavoro.
Con Requiem I: Through the Path Over The Ruins, i Via Ad Mortem non si limitano a pubblicare un semplice album d’esordio: innalzano un autentico monumento di oscurità, dimostrando una visione artistica solida e una sorprendente maturità compositiva. Un’opera che rifugge qualsiasi compromesso con le tendenze del momento e che affonda le proprie radici nel Black Metal più evocativo, rituale e spirituale, confermando come anche l’underground italiano sia ancora capace di generare lavori destinati a lasciare un segno profondo nelle tenebre della scena estrema.
Tracklist:
1. The First Steps Towards the Unknown
2. Through the Path…
3. Worshipper of Death
4. Muchita – Night in Lima
5. Into the Bardo
6. Voragine di luce
7. …over the Ruins
8. Rib for a Rib
9. The Grace of GnosisLine-up:
Gibil – Drums
Hiems Silens – Guitars, Bass
Santamuertero Sinister – Vocals, Keyboards