Con “NO BIG DEAL”, The Frog tornano a spingere sull’acceleratore con un brano che è molto più di un semplice singolo: è un manifesto d’intenti. Diretto, energico e costruito per incendiare il pubblico, il pezzo racchiude tutta l’essenza del duo; un mix esplosivo di punk, metal e hardcore dove groove, impatto e attitudine live si fondono senza compromessi.
Ad accompagnarlo, un videoclip tanto ironico quanto efficace, che trasforma un’idea semplice in un’esperienza partecipativa: far cantare chi ascolta, dentro e fuori dal palco. Tra riferimenti dichiarati, situazioni surreali e un’estetica volutamente sopra le righe, The Frog dimostrano ancora una volta di sapere esattamente cosa vogliono trasmettere: divertimento, energia e caos controllato.
Li abbiamo raggiunti per parlare del nuovo singolo, del video, dell’approccio live e di questo momento della band, tra consapevolezza crescente e voglia di spingersi sempre oltre.
GUARDA IL VIDEO:
“NO BIG DEAL” sembra scritto con un obiettivo molto preciso: far cantare il pubblico. Quanto è stato intenzionale questo approccio “call & response” già in fase di scrittura, e quanto invece è qualcosa che nasce spontaneamente dal vostro modo di pensare i live?
Tutta la musica che stiamo scrivendo è pensata per coinvolgere le persone ai concerti, cercando di farle muovere e cantare con noi; “NO BIG DEAL” è stato sicuramente pensato in fase di scrittura, cercando di immaginarci quello che avremmo voluto vedere dal palco durante i nostri show.
Il video è una rivisitazione ironica di un immaginario iconico come quello di “Learn to Fly”. Come avete lavorato per trovare il giusto equilibrio tra omaggio e identità personale, evitando che diventasse solo una citazione nostalgica?
L’idea di partenza è stata quella di creare un video che includesse l’utilizzo di cartelli con scritto sopra le parti principali della canzone a scopo di sottotitoli.
Tramite un amico siamo venuti a conoscenza di uno studio cinematografico nei pressi di Verona che dava a disposizione come sala riprese un vecchio aereo fuori uso, e noi da grandi fan dei Foo Fighters non abbiamo potuto non pensare al leggendario video di “learn to fly”!
No big deal è una rivisitazione di quel video in chiave 100% the frog.
Abbiamo pensato subito che la figura di uno Steward sarebbe stata perfetta per rendere simpatica la nostra idea dei cartelli e da li è partito il brain-storming per sviluppare tutto il resto.
Noi amiamo fare i videoclip e abbiamo sempre le idee chiare di cosa vogliamo trasmettere , cioè divertimento,festa e rock n roll!
Partendo da questi 3 ingredienti abbiamo pensato di ricreare una situazione bizzarra in aereo che potesse inizialmente far sorridere le persone per poi portarle a divertirsi e a cantare con noi in un atmosfera di chaos e di festa.
Dal punto di vista tecnico: come costruite il vostro suono live per risultare così pieni e impattanti? Usate backing tracks, split signal, ampli multipli… quanto è “engineering” e quanto è attitudine?
Noi suoniamo insieme da sempre ; prima dei the frog siamo stati la sezione ritmica di vari progetti musicali e pensiamo che il motivo della resa del nostro suono siano tanti anni di suonate insieme e una buona chimica tra di noi. Non usiamo backing tracks, ma utilizziamo 2 amplificatori per simulare il suono di una band completa splittando il nostro unico strumento in due amplificatori, uno da basso e uno da chitarra.
Quanto è importante per voi il lato “show” rispetto alla componente più strettamente musicale, e dove tracciate il confine tra le due cose?
Per noi lo show è puro divertimento ed è molto importante. Vogliamo essere liberi di trasmettere questo sentimento a chi viene a vederci suonare ed è per questo motivo che non usiamo il metronomo durante i nostri concerti. Vogliamo farci trasportare dal momento e cambiare ogni show in base al nostro stato animo..non ci è mai piaciuto fare i compiti, vogliamo divertirci e basta
Dopo i primi lavori che vi hanno fatto conoscere, questo nuovo materiale sembra più focalizzato e consapevole. Vi sentite in una fase di consolidamento del vostro sound o state ancora cercando di spingere i confini della vostra formula?
Siamo sicuramente piu consapevoli, e sappiamo bene cosa vogliamo dal nostro sound. Abbiamo trovato un nostro metodo di scrittura dopo tanti anni di tentativi, e cerchiamo di seguirlo senza darci ne vincoli ne restrizioni. La cosa alla quale stiamo lavorando molto è la dinamicità e la sintesi dei nostri brani, vogliamo arrivare dritti al punto senza far annoiare chi ci ascolta
In una scena spesso molto “seriosa”, pensate che il divertimento possa essere una forma di rottura tanto quanto la violenza sonora?
A noi piacciono le cazzate tanto quanto ci piace il metal, quindi la risposta è si! E pensiamo anche che in questi anni ci sia bisogno di comunità e divertimento, per sfogare tutto il malessere che ci circonda e non c’è niente di meglio della musica per farlo



