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Furious Jane: “Non siamo una band rock che parla di Napoli, siamo una band di Napoli che fa rock”.

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I partenopei Furious Jane hanno pubblicato da circa un mese il nuovo singolo “Evelin”, mentre nei prossimi giorni ne arriverà un altro, quindi restate sintonizzati sulle pagine social della band e dell’etichetta Volcano Records. Perché parlare di un singolo? Perché ha segnato una svolta linguistica nella band, che ha deciso di utilizzare il proprio dialetto per i testi. Di questa scelta ne abbiamo parlato con loro.

Ciao ragazzi, bentornati sulle pagine di Metal In Italy! Il vostro nuovo singolo “Evelin” è uscito da poco più di un mese ed ha segnato una svolta nella band: il brano è cantato in Napoletano. Partiamo subito da qui: come hanno accolto questa scelta i vostri fan?

Benissimo! Il pezzo ha fatto avvicinare molte persone alla band e anche chi già ci seguiva sembra essere più coinvolto che in passato.

Conoscendovi so per certo che avete le idee ben chiare e procedete sempre per la vostra strada, ma ci sono state delle critiche che vi hanno demoralizzato, che vi hanno fatto pensare di non aver fatto la scelta giusta?

Non abbiamo ricevuto critiche distruttive, nonostante potesse essere nell’ordine delle cose. Durante i mesi in cui abbiamo preparato Evelin ci siamo trovati a ricevere e riflettere tante volte sulla base di critiche costruttive, che ci hanno comunque aiutato a migliorare il pezzo.

Quali sono stati, invece, gli apprezzamenti? Questo nuovo capitolo vi aperto delle strade?

Quanto di bello è accaduto fino ad ora è dovuto a tante email inviate e notti insonni. Non è scontato l’aiuto di redazioni, radio e curatori di playlist, i loro piccoli gesti hanno contribuito a darci voce e siamo onorati e felici di questo. Paradossalmente, soprattutto in questa fase, non siamo tanto interessati alla visibilità ma al non lasciare chi ci ascolta indifferente. Ci rendiamo conto che il cambiamento fatto è radicale.

Chiudiamo il capitolo “reazioni” e veniamo al piano stilistico: perché avete scelto di cantare in Napoletano, da quale necessità nasce? Si tratta di colmare un “vuoto artistico” o semplicemente per i Furious Jane è un linguaggio adatto alla proposta musicale?

È un’esigenza che non sapevamo di avere e che abbiamo maturato col tempo insieme a tutti i segnali che man mano si facevano più forti e costanti.
Il tema non è mai stato quello di trovare una sponda nel pubblico, col napoletano i Furious Jane sono più schietti, espressivi e brutali. Due anni fa per una cosa del genere avremmo storto il naso, anche perché eravamo focalizzati sulla ricerca di un’identità sonora che oggi sentiamo comunque di avere. Alla luce di uno show live consolidato e di tanti brani ormai in repertorio, siamo sicuri che questo nuovo corso possa migliorare tutto il mondo Furious Jane.

Come è nata Evelin? So che inizialmente era stata scritta in inglese…

Evelin, pur essendo il brano più recente, è stato il primo a nascere con un genoma diverso. Durante la stesura Salvatore e Phil hanno volutamente provato a scrivere una linea vocale che non rispettasse i canoni del rock. Il risultato all’inizio era strano ma non appena Phil ci ha suonato sopra, e dopo una notte intera a lavorarci, è stata trovata una bella quadra. Il testo però è stato inizialmente scritto in inglese ed Evelin era un brano da rilasciare in inglese fino a quattro mesi fa, alla luce di tutte le registrazioni fatte tra Napoli e Los Angeles. Poi, un po’ dal nulla e quando meno ce l’aspettavamo, è stata registrata in napoletano e pubblicata così.

Personalmente trovo che il dialetto Napoletano si adatti perfettamente al vostro stile: tanta melodia, ma allo stesso tempo grinta e forza nelle parti più “pesanti”. Furious Jane e Napoletano è un binomio che funziona. Pensate che chi critica questa scelta lo faccia perché si tratta di dialetto in generale o pensate che sia rivolta principalmente al vostro dialetto?

Beh, se qualcuno antepone dialetti, lingue (come il napoletano) o altri dettagli all’importanza della musica come insieme, o peggio non si cura o si chiede nemmeno il perché di come nascano certi artisti/band, onestamente dovrebbe farsi qualche domanda.

Dove è stato girato il video? Fateci conoscere questa location tanto suggestiva…

Nella chiesa di Santa Maria Del Cavone a Miano, un quartiere prossimo a Secondigliano. L’abbiamo scelta proprio perché non ci è mai interessato ruotare intorno alle solite cartoline Partenopee. Non siamo una band rock che parla di Napoli, siamo una band di Napoli che fa rock.

Ragazzi, prima di salutarci una domanda di rito: tutti i vostri brani seguiranno questa scelta linguistica? O ci sarà un’alternanza con l’inglese?
E soprattutto: quali sono i vostri programmi a lungo termine e quelli per i prossimi mesi invernali?

Proprio in virtù della purezza e dell’esigenza di questa nuova fase, non immaginiamo di tornare all’inglese. Al massimo, in alcuni brani, potrebbero esserci frasi singole in inglese se la nostra fantasia ce lo suggerisse. Man mano pubblicheremo altri singoli. Il nostro obiettivo non è mai cambiato, ossia suonare ovunque e il più possibile. Non esiste una dimensione migliore del palco per questa band.