Sono giovani, sono romani e hanno parecchia fame! I Deshedus si presentano ai microfoni di Metal In Italy per parlare del loro momento, del videoclip uscito da poco (https://www.metalinitaly.com/deshedus-video-ufficiale-del-singolo-roma/) e dell’album in cantiere.
Ragazzi benvenuti su Metalinitaly
Grazie a voi di ospitarci!
I Deshedus sono giovani ma già vantano una discreta esperienza sui palchi Italiani, non possiamo non ricordare il concerto di apertura a Vasco Rossi: cosa ricordate di quell’esperienza?
Più di tutto, pura adrenalina e pura energia! Nonostante questo, noi eravamo molto tranquilli come se fosse il nostro habitat naturale, non vedevamo l’ora di suonare. È stata un’esperienza incredibile, che si è ripetuta per ben due anni consecutivi, permettendoci di suonare a San Siro e allo stadio di Messina.
Ci parlate un po’ del singolo e del videoclip di “Roma”? E’ uscito ormai da un paio di mesi, come sta andando?
Roma, considerata per noi la capitale della bellezza, vederla maltrattata e mal governata, ci spezza il cuore, perché quella bellezza si sta perdendo nel degrado della nostra società. Per questo il discorso non si ferma solo nella città di Roma che ci sta a cuore perché ci viviamo, ma si estende a livello globale, tra tensioni internazionali, guerre e collassi sociali, noi giovani facciamo molta difficoltà a vedere un futuro prospero, e il videoclip rispetta esattamente la situazione in cui si trova Roma, una bellezza stanca.
Dalla vostra pagina Facebook: “Band di giovanissimi artisti. Ibernati nel 1969, scongelati qualche anno fa”. Vi sentite nati nell’epoca sbagliata? Quali sono a tal proposito le vostre principali fonti di ispirazione?
A volte, musicalmente parlando ci sentiamo assolutamente nell’epoca sbagliata, ma non siamo comunque chiusi artisticamente, per questo ci ispiriamo ai grandi come per esempio i Pink Floyd, Radiohead, king crimson, Oasis ecc… e da quei sound abbiamo trovato la nostra chiave, quello che ora è diventato il nostro personale sound, che ogni giorno cresce insieme alle nostre conoscenze musicali e tecniche.
Mauro Paoluzzi non ha bisogno di presentazioni, come è nato il rapporto con lui? Quanto vi ha arricchito come artisti?
La conoscenza con Mauro è nata con il frontman Alessio Mieli sei anni fa, in quel momento la band nemmeno esisteva. Con questa attuale formazione invece da circa due anni. Mauro è il nostro faro, ci ha plasmato (e continua a farlo), per gli artisti che siamo oggi, ci sta insegnando praticamente tutto di questo bellissimo mestiere che è la musica, un maestro a tutto tondo di arte e di vita e non smetteremo mai di ringraziarlo per aver creduto in noi e in questo progetto.
Cosa vi aspettate dall’album “Siamo in Tempo”?
Noi lo consideriamo un album ricco, ricco nel senso di idee musicali, di collaborazioni importanti (Alberto Salerno, Steve Lyon, Phil Palmer) e di significati. Siamo assolutamente soddisfatti del lavoro, e ci auguriamo possa arrivare ai cuori delle persone, perché il messaggio più potente del disco è che, insieme, possiamo cambiare in meglio questo mondo, che è la nostra casa, ognuno nel suo piccolo, ogni giorno. C’è sempre speranza.
I Deshedus nel 2026, cosa vi attende nel prossimo futuro?
Ci aspettano tantissime cose belle che stiamo preparando, cose molto importanti, ma non ve le sveliamo ancora, forse nella prossima intervista…
In bocca al lupo dunque ragazzi, la prossima intervista è prenotata!



