Con l’uscita di “Witchcraft”, i bergamaschi The Crimson Ghost mettono il sigillo finale a una trilogia di EP che, tassello dopo tassello, si ricompone ora in un’unica opera: “III”. Ecco la nostra intervista.
“III” è un progetto che unisce horror punk, metal e hardcore in modo molto naturale. Vi sentite ancora parte di una scena precisa o ormai vi muovete in una zona vostra, più ibrida e difficile da etichettare?
VON SATAN: Dall’inizio la nostra intenzione è sempre stata quella di cercare di creare un qualcosa di più personale e meno catalogabile quindi, pur restando parte della scena horror, continueremo a esplorare e allargare i confini della nostra musica.
Nella trilogia si sente un forte legame con l’estetica horror classica, ma anche con certe sonorità anni ’80 e ’90. Quali dischi o band sono stati davvero fondamentali durante la scrittura di questi tre EP?
V.S. : I due album che più hanno influenzato “III” a livello concettuale sono sicuramente “Rumors” dei Fleetwood Mac e “London calling” dei The Clash, entrambi dischi che spaziano in varie direzioni musicali, ma con un solida struttura di base che percorre tutta l’opera.
Con la trilogia volevamo inoltre rendere un omaggio ai grandi concept album come “The Crimson Idol” degli W.a.s.p. e “Operation: Mindcrime” dei Queensryche, ma con un formato che non annoiasse troppo l’ascoltatore odierno.
“Witchcraft” chiude il cerchio con un immaginario molto rituale e quasi esoterico. A livello sonoro, è stato anche il capitolo più “libero” o quello più difficile da mettere a fuoco?
V.S. : Una volta decisa la direzione sonora su cui lavorare il tutto è fluito in maniera naturale; anche per “Witchcraft” una volta individuate le idee giuste da sviluppare non è stato difficile far quadrare il tutto.
Forse dei tre Ep è “Vampirism” quello che ha avuto necessità di più lavoro, perché abbiamo affrontato delle sonorità abbastanza inusuali per noi.
Nel vostro suono si percepisce una crescita, soprattutto nelle parti più metal e nelle strutture dei brani. È qualcosa che avete sviluppato in sala prove o nasce già in fase di scrittura individuale?
V.S. : Alcune parti sono nate già cosi, altre invece sono state sviluppate strada facendo.
Il fatto di aver cambiato formazione poco prima dell’inizio dei lavori è sicuramente uno dei fattori che ci ha portato a questa crescita a livello compositivo, affrontando con naturalezza arrangiamenti più complessi.
Avete sempre mantenuto un forte legame con il DIY e l’underground, pur alzando il livello delle produzioni. Quanto è importante per voi mantenere quel tipo di etica oggi, in una scena dove tutto è più accessibile ma anche più dispersivo?
V.S. : E’ importante perché ci permette di avere la libertà di poter proporre la nostra esperienza sonora senza troppe remore o logiche di mercato.
Il discorso della produzione invece è un po’ differente: ogni progetto dovrebbe avere un sound adeguato all’idea che si vuol comunicare, quindi in questo caso, ci è sembrato giusto proporre un qualcosa di più articolato e rifinito.
Dal vivo il vostro immaginario funziona tantissimo, anche per chi magari non vi conosce. Quanto lavorate sull’aspetto performativo rispetto a quello puramente musicale?
V.S. : L’aspetto musicale viene sempre prima di tutto ma, parlando di tematiche ben precise nei nostri lavori, anche l’aspetto visivo ha la sua importanza per rendere il progetto completo a 360°.
Per questo curiamo molto anche il nostro “aspetto” e ultimamente abbiamo iniziato a proiettare spezzoni di vecchie pellicole horror durante i nostri show per rendere l’esperienza dei live più coinvolgente e autentica.
Guardando a “III” come punto di arrivo, ma anche di ripartenza: questo disco rappresenta più una sintesi di quello che siete stati o un’apertura verso qualcosa di ancora più estremo, musicalmente e concettualmente?
V.S. : Abbiamo sempre cercato di non ripeterci e spostare il limite leggermente più in là con ogni nuovo lavoro, quindi più che di arrivo o partenza parlerei semplicemente di una tappa molto importante del nostro percorso musicale.
Per il futuro non ci precludiamo nessuna strada; sicuramente ora abbiamo una consapevolezza maggiore della nostra identità sonora, ma ci piace che eventuali evoluzioni avvengano anche in modo naturale durante il percorso.
ASCOLTA WITCHCRAFT: https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nJe2hKJ-iKFWo5jjnnewiEB4UBjX1rf0U&si=v7RhEdmxwXZdkgOZ
ASCOLTA LYCANTHROPY: https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_nsvtZ3l4mJy6kOOWcI38r00gxtVvNRJSU&si=5I7mj2CXsllDhRmX
ASCOLTA VAMPIRISM: https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_n-_L-mTkQ68ffA0hiuTUxespupikSMY3c&si=fezowKRGyYRkBAeB



